Nissan sta cercando un’ammiraglia elettrica per l’Europa. E l’ha trovata, forse, dall’altra parte del mondo. Il marchio giapponese attraversa una delle fasi più delicate della sua storia recente. Le finanze, per usare un eufemismo diplomatico, non sorridono. Il piano Re:Nissan punta a raddrizzare la rotta entro la fine del 2026, ridisegnando la gamma prodotto mercato per mercato. Per l’Europa, il nodo centrale è uno: trovare un modello di punta che faccia il lavoro che oggi l’Ariya non riesce a fare da sola.
Il candidato più accreditato si chiama NX8. Nome sconosciuto ai più, e non a caso: questo SUV elettrico di grandi dimensioni esiste solo in Cina, dove viene prodotto in joint venture con Dongfeng. Non è ancora stato annunciato nulla di ufficiale, ma secondo quanto riportato da Auto Express, la NX8 sarebbe in pole position per il debutto europeo, con una finestra temporale che punta al 2027 o al 2028.

Jordi Vila, vicepresidente della divisione europea di Nissan, ha confermato l’interesse senza sbilanciarsi: “Non è stata ancora presa alcuna decisione. Ma pensiamo che questo formato SUV completerebbe perfettamente la nostra gamma”.
La NX8 misura 4,87 metri, un abitacolo generoso che integra quadro strumenti digitale e altri due schermi nella plancia, una configurazione che farebbe storcere il naso ai puristi del buon gusto, ma che sul mercato premium funziona. Due versioni da 288 e 335 CV, architettura a 800 volt con ricarica rapida. L’autonomia dichiarata si ferma sotto i 600 chilometri nel ciclo WLTP, un dato che non entusiasma ma che la piattaforma ad alto voltaggio contribuisce a rendere meno problematico nella pratica.

Il vero ostacolo non è tecnico. È politico. La NX8, se arrivasse in Europa, resterebbe prodotta in Cina e dovrebbe fare i conti con i dazi UE sui veicoli elettrici di origine cinese, una mannaia che pesa su ogni calcolo industriale del costruttore. Nissan deve decidere se il gioco vale la candela.
