Mercedes ha depositato un brevetto che potrebbe cambiare il modo in cui vengono progettati i gruppi ottici posteriori. L’idea è ridurre cablaggi e complessità sfruttando un contatto meccanico diretto nel punto di chiusura del portellone, invece dei tradizionali fasci di cavi. Una soluzione pensata per alleggerire le vetture, semplificare l’assemblaggio e ridurre i costi.
Negli ultimi anni i fanali posteriori sono diventati sempre più complessi. Le moderne firme luminose attraversano spesso tutto il portellone, costringendo i costruttori a far passare cablaggi mobili in zone soggette a usura, vibrazioni e infiltrazioni. Questo comporta più peso, maggiore complessità produttiva e interventi di manutenzione più costosi.

Per superare questi limiti, gli ingegneri Mercedes hanno pensato a un sistema diverso. Nel brevetto depositato presso l’ufficio tedesco per la proprietà intellettuale si descrive una soluzione in cui la parte del fanale integrata nel portellone non è collegata tramite cavi flessibili, ma attraverso un contatto meccanico che entra in funzione solo quando il portellone è completamente chiuso.
In pratica, quando il bagagliaio viene abbassato, un elemento elastico o a molla crea il contatto elettrico tra la carrozzeria e la parte mobile del fanale. In quel momento l’alimentazione viene ristabilita e tutte le funzioni luminose operano normalmente. Quando invece il portellone è aperto, il contatto si interrompe e la porzione mobile del gruppo ottico resta semplicemente spenta.
L’idea è che l’auto non venga utilizzata con il portellone aperto, rendendo irrilevante l’assenza temporanea delle luci in quella condizione. In cambio si ottiene una forte semplificazione tecnica, con meno cablaggi, meno punti soggetti a usura e una riduzione dei costi di produzione.
I vantaggi non si fermano qui, perché un sistema di questo tipo rende anche più semplici gli interventi in officina. In caso di urto o guasto, non è più necessario intervenire su cablaggi complessi, ma basterà sostituire la parte interessata in modo rapido, con benefici evidenti su tempi e costi di riparazione.

Restano comunque alcuni interrogativi. Il contatto meccanico dovrà garantire affidabilità nel tempo, resistendo a polvere, umidità e migliaia di cicli di apertura e chiusura. Mercedes ha previsto sistemi di protezione per evitare ossidazioni o contatti accidentali, ma solo l’uso reale dirà quanto la soluzione sia robusta nel lungo periodo.
Secondo le prime informazioni, questo principio potrebbe essere esteso anche ai vani anteriori delle future elettriche, i cosiddetti frunk, aprendo la strada a una nuova filosofia costruttiva più semplice, leggera ed efficiente.
