Dacia ha deciso che non le bastava più vendere auto alla gente che non può permettersi le alternative di marchi ben più blasonati. Adesso vuole vendere auto alla gente che potrebbe permettersi altro, ma sceglie Dacia lo stesso. La Striker, nome in codice C-Neo durante lo sviluppo, è la dichiarazione più esplicita di questa ambizione. Una station wagon “quasi-coupé” lunga 4,62 metri che punta dritta alla Skoda Octavia Wagon, con un prezzo d’attacco sotto i 25.000 euro.

Gemella meccanica del SUV Bigster, con cui condivide la piattaforma CMF-B del Gruppo Renault, la Striker ha però una personalità visiva diversa. Linea del tetto più inclinata, profilo più elegante, vocazione meno spartana. La responsabile del marchio Katrin Adt l’ha definita “un’offerta completamente diversa rispetto al Bigster”.
Sul fronte tecnico, Dacia non ha ancora svelato tutto in vista del debutto ufficiale di giugno, ma le anticipazioni disegnano una gamma propulsori articolata, mild-hybrid e full-hybrid tra 138 e 153 CV, più una variante 4×4 ibrida plug-in con motore benzina 1.2 tre cilindri abbinato a un elettrico posteriore per 152 CV combinati. Lo stesso schema già visto su Bigster e Duster. In alcuni mercati arriverà anche la versione GPL. Gli interni? Ancora top secret, ma aspettarsi rivoluzioni sarebbe ingenuo: Duster e Bigster hanno già tracciato il solco.

La Striker non è una mossa isolata, ma il secondo tassello di una tripletta nel segmento C, il più venduto d’Europa, dove Dacia punta a generare un terzo del suo fatturato entro il 2030. Un obiettivo che il successo del Bigster, 67.573 unità nel primo anno pieno di commercializzazione, ha reso improvvisamente credibile anche agli scettici.

Il piano generale è di quattro nuovi modelli elettrici entro fine decennio, a partire da una city car da 15.000 sterline gemella della Renault Twingo, più una nuova generazione di Sandero che manterrà anche i motori termici. L’obiettivo finale è che i due terzi delle vendite Dacia provengano da auto elettrificate entro il 2030.
Il marchio rumeno, insomma, non sta soltanto allargando la gamma, sta riscrivendo le proprie ambizioni. E lo fa con prezzi che fanno sembrare tutto il resto una follia.
