Non è il budget di un film, è la stima con cui RM Sotheby’s presenta la McLaren F1 GTR chassis 10R all’asta di Monterey, dal 12 al 15 agosto. Parliamo di ben 35 milioni di dollari: se la cifra reggesse, sarebbe la F1 più costosa mai battuta in una sala d’aste.

Perché proprio questa? La storia conta, e questa ne ha parecchia. Il telaio 10R è il primo esemplare costruito secondo le specifiche GTR per la stagione 1996, un anno dopo che la sorella 01R aveva vinto la 24 Ore di Le Mans. L’obiettivo era replicare quell’impresa. David Brabham la portò alle pre-qualifiche della stessa corsa, ma alla fine fu la gemella 11R a scendere in pista a Le Mans. Un dettaglio che non ha certo ridotto il fascino della vettura.
Nel 1999 McLaren la cede. L’acquirente è Nick Mason, batterista dei Pink Floyd, da cui il soprannome “F1 Pop Art”. Lanzante, l’azienda inglese di riferimento per la conversione e manutenzione delle F1 da competizione, si occupa di renderla utilizzabile su strada. Da quel momento, Mason non l’ha mai mollata: è rimasto l’unico proprietario privato dal giorno della costruzione.

Il percorso non è stato privo di drammi. Nel 2009 un giornalista la danneggia pesantemente, non si specificano i dettagli, ma il risultato è un restauro completo firmato Lanzante. La vettura torna in circolazione, partecipa a un rally di 750 km attraverso l’Italia, si presenta al Goodwood Members’ Meeting del 2017. Poi un secondo incidente, un secondo restauro. A questo punto Lanzante conosce questa macchina probabilmente meglio di chiunque altro.

Ciò che arriva all’asta è quindi una GTR con pedigree agonistico genuino, una conversione stradale certificata, una provenienza da collezione iconica e una manutenzione documentata nel tempo. La combinazione, secondo la casa d’aste, vale appunto poco più di 30 milioni di euro.
È una valutazione ambiziosa, ma il mercato delle F1 ha abituato a sorprese. L’esemplare 01R, quello che Le Mans lo vinse davvero, è rimasto finora il riferimento assoluto. La 10R potrebbe scavalcarlo.
