Lo Zimbabwe blocca il litio: a rischio l’auto elettrica economica

Lo Zimbabwe sospende le esportazioni di litio e il prezzo schizza del 5,4% dopo le crisi con il cobalto del Congo e il nichel dell’Indonesia.
litio in zimbabwe litio in zimbabwe

Lo Zimbabwe ha sospeso le esportazioni di litio grezzo a tempo indeterminato. Una decisione che arriva mentre l’Europa già trema per un possibile shock petrolifero legato all’offensiva americana in Iran. Due fronti aperti, la sola certezza che la transizione energetica costa sempre di più.

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Il carbonato di litio ha reagito immediatamente: +5,4% sulla borsa di Guangzhou, a 177.000 yuan, circa 21.900 euro. In Australia e negli Stati Uniti le azioni dei produttori di litio sono schizzate verso l’alto. Sigma Lithium Corp. ha chiuso con un rialzo del 30%, Albemarle Corp. del 10%. Bloomberg registra che il prezzo del litio è quasi raddoppiato da novembre. Non è speculazione, ma è il mercato che prende atto di una nuova geografia delle materie prime strategiche.

litio in zimbabwe
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Lo Zimbabwe non è un attore marginale, rappresenta il 10% della produzione mondiale di litio ed è il principale esportatore africano del minerale. Il divieto, entrato in vigore a fine febbraio, punta a incentivare la lavorazione locale, aumentare il valore aggiunto interno e frenare le vendite illegali. Un copione già visto.

La Repubblica Democratica del Congo l’anno scorso ha bloccato le esportazioni di cobalto. L’Indonesia ha imposto controlli sul nichel. Congo, Zimbabwe, Indonesia, i paesi produttori di terre rare e metalli strategici (almeno, coloro che controllano queste industrie) hanno capito che le regole del gioco si possono riscrivere, e le stanno riscrivendo.

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La Cina, primo mercato mondiale per i veicoli elettrici, è quella che rischia di più nell’immediato. Secondo Citic Securities, nel 2025 circa il 20% del concentrato di litio importato dalla Cina proveniva proprio dallo Zimbabwe. Un legame strutturale, non occasionale.

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Ma il problema si allarga ben oltre Pechino. La volatilità delle materie prime per batterie agli ioni di litio torna a mettere sotto pressione la redditività dei produttori e, soprattutto, la promessa di un’auto elettrica accessibile. Modelli come la Renault Twingo E-Tech, la Dacia Hipster o la Leapmotor T03 nascono su margini già sottilissimi. Ogni fiammata sul prezzo del litio è una variabile che i costruttori non controllano e che il consumatore finale rischia di pagare.