Tre anni di indiscrezioni, prototipi mimetizzati avvistati sulle strade francesi e ora finalmente un nome, Dacia Striker. Il nuovo crossover wagon del marchio rumeno esce dall’ombra e lo fa con una carta d’identità precisa e un’ambizione dichiarata.
Il nome non è casuale. Striker, in inglese, significa attaccante, ma nel bowling uno strike abbatte tutti i birilli in un colpo solo. È esattamente questa la filosofia che Dacia vuole incarnare, quella di un’auto capace di prendere tutto, nello stesso momento. Famiglie, bagagliaio generoso, altezza da terra rialzata per un’anima quasi off-road, tutto compresso in una lunghezza che dovrebbe restare sotto i 4,70 metri.

Meno ingombrante di un SUV, più versatile di una berlina. Il suffisso -er la inserisce poi nella famiglia dei modelli rialzati del marchio, Jogger, Duster, Bigster, come se la nomenclatura stessa fosse una strategia.
Dacia ha rilasciato anche le prime immagini, volutamente avare di dettagli ma sufficienti a capire la direzione stilistica. I fanali posteriori a T affiancano una fascia in fibra di carbonio con il nome del marchio inciso, sotto un lunotto fortemente inclinato. Una firma luminosa che, secondo le anticipazioni, comparirà anche sul frontale. L’estetica cresce, l’identità si consolida.
Sotto il cofano, la proposta della Striker rispecchia quella della Bigster: turbo tre cilindri 1.2 benzina-GPL da 120 CV, mild-hybrid-GPL da 140 CV, ibrido 4×4-GPL da 150 CV e il full hybrid 1.8 da 155 CV al vertice della gamma. Motorizzazioni moderne, accessibili, pensate per chi non vuole sacrificare l’efficienza sull’altare del prezzo.

La produzione partirà nella seconda metà del 2026 a Mioveni, in Romania. Il design completo sarà svelato il 10 marzo, ma il palcoscenico vero sarà il Salone di Parigi di questo autunno, dove la Striker si presenterà in un segmento tutt’altro che affollato per merito di altri colossi come Skoda Octavia, Peugeot 308 SW, Volkswagen Golf SW e la nuova Kia K4 Sportswagon che aspettano.
