La Bassa Sassonia vuole comprare la fabbrica Volkswagen che non fa più auto

La Bassa Sassonia valuta l’acquisto dello stabilimento VW di Osnabrück per 200 milioni. Obiettivo: salvare 2.000 posti di lavoro dopo il 2027.
Volkswagen Osnabrück

Un’offerta di 200 milioni di euro per salvare una fabbrica che smette di fare macchine. Questa, in sintesi, è l’ipotesi sul tavolo della Bassa Sassonia. Il Land guidato dal Ministro Presidente Olaf Lies (SPD) sta valutando l’acquisizione di una quota dell’ex stabilimento Volkswagen di Osnabrück, quello che nel 2027 chiuderà i battenti alla produzione di autovetture lasciando circa 2.000 persone senza un futuro lavorativo certo.

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“Mantenere e salvaguardare il sito, i posti di lavoro e il valore aggiunto a Osnabrück è una priorità assoluta”, ha dichiarato Lies, che non è uno spettatore neutro della vicenda: siede anche nel consiglio di sorveglianza di Volkswagen, e il Land che rappresenta detiene il 20% dei diritti di voto nel Gruppo.

Volkswagen Osnabrück

La logica dell’operazione, stando a quanto trapelato dall’Hannoversche Allgemeine Zeitung, sarebbe ambiziosa: lo stato compra, eventualmente insieme al governo federale e con il coinvolgimento residuo di Volkswagen, poi affitta. Investimento minimo stimato, come anticipato, di 200 milioni di euro. In cambio, un sito industriale che non muore ma si trasforma, con i posti di lavoro, almeno in parte, preservati.

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Volkswagen, dal canto suo, non sta ad aspettare. L’azienda è già in trattative avanzate con appaltatori del settore della difesa per riconvertire lo stabilimento, e una decisione definitiva è attesa entro fine anno.

Il quadro generale, però, è quello di un gruppo che taglia in profondità. L’amministratore delegato Oliver Blume ha messo in chiaro che per gli anni Trenta non esiste, allo stato attuale, una forza lavoro competitiva per diversi stabilimenti tedeschi. Emden, Hannover, Zwickau e lo stabilimento Audi di Neckarsulm figurano tutti nella lista degli impianti a rischio chiusura. Si parla di decine di migliaia di posti di lavoro che potrebbero sparire, e una serie di incontri diretti tra vertici e dipendenti è già in corso.

Volkswagen Osnabrück

Osnabrück diventa così il caso-test. Se la formula stato-federale-industria funziona qui, potrebbe diventare un modello replicabile altrove. Se fallisce, resta un cantiere abbandonato e un conto politico salato per chi l’ha firmato. Lies ha già detto che non vuole che Volkswagen ceda il sito perché “altri se ne occupino”, ma che si costruiscano insieme prospettive concrete con nuovi partner.

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