Mercedes chiede circa 51mila euro per entrare nella nuova Classe C, la W206 restyling, nella versione C 200 mild-hybrid da 177 CV più 23 elettrici in allestimento Advanced. Un prezzo che non fa sconti, coerente con il posizionamento premium del segmento, e che traccia il perimetro di una gamma interamente elettrificata. Tutti i motori sono quattro cilindri da 2.0 litri abbinati a moduli elettrici, tutti i cambi sono automatici.
Sul fronte benzina mild-hybrid, la progressione è lineare: si sale dalla C 200 alla C 250 da 218 CV a 57.377 euro, o 59.817 con trazione integrale 4MATIC, fino alla C 300 da 258 CV che parte da 63.001 euro. Chi percorre molti chilometri e preferisce il diesel trova la C 200d da 163 CV a 55.679 euro e la C 250d da 200 CV a 57.664 euro, disponibile anche in versione 4MATIC a 60.104 euro.
Il capitolo plug-in è quello che sposta davvero l’ago. Il pacco batterie da 19,53 kWh dichiara fino a 110 km di autonomia elettrica nel ciclo WLTP, un dato che, se confermato nell’uso reale, cambia i termini del confronto con la concorrenza. La C 300 e parte da 67.072 euro con 218 CV termici e 136 elettrici; la C 400 e 4MATIC porta il termico a 258 CV e il prezzo a 74.630 euro.
Gli allestimenti sono quattro. L’Advanced d’ingresso include già il doppio schermo MBUX, i fari LED, il DISTRONIC e il Blind Spot Assist, dotazioni che fino a poco fa erano optional da barare sul preventivo. L’Advanced Plus aggiunge 1.660 euro e porta la memoria per i sedili e il Pre-Safe. Il Premium, a 4.923 euro in più rispetto alla base, introduce i fari DIGITAL LIGHT e la navigazione in realtà aumentata. Il Premium Plus, con 9.785 euro di sovrapprezzo, chiude con Head-up display, tetto panoramico, audio Burmester e climatizzatore COMFORTMATIC.
La station wagon costa in media 1.500 euro in più. Bisogna ancora verificare quanto effettivamente valga quell’autonomia elettrica dichiarata nel traffico quotidiano. Se i 110 km WLTP reggono il confronto con la guida reale, la Classe C 300 e potrebbe essere la risposta tedesca a una domanda che il mercato italiano potrebbe adocchiare col sorriso.







