Vent’anni di assenza stanno per finire. Toyota starebbe lavorando al ritorno della Celica, la coupé che ha segnato decenni di immaginario sportivo prima di sparire nel 2006. Il progetto si inserirebbe nella visione del presidente Akio Toyoda, che da tempo parla apertamente di riportare in vita i suoi “tre fratelli”: Supra, MR2 e Celica. La Supra è già realtà da qualche anno, l’MR2 starebbe avanzando e la Celica potrebbe essere la prossima.
Il render pubblicato da Autocar, che non rappresenta il design definitivo, è solo un’anticipazione visiva. Quello che interessa davvero è cosa “bolle” sotto al cofano, e soprattutto dove sta nascendo questa storia.
Un prototipo WRC destinato al campionato 2027 è stato avvistato con una carrozzeria a due porte completamente inedita. Le nuove regole non obbligano più i costruttori a derivare le forme da un modello di serie, ma secondo Autocar Toyota potrebbe usare proprio quella vettura da rally come trampolino commerciale per la Celica stradale. Sarebbe un cerchio che si chiude, infatti, negli anni Novanta la coupé ha vinto nel Mondiale Rally, e quei successi restano ancora parte del suo mito.
La versione stradale prenderebbe come base tecnica la piattaforma della futura Corolla, con carrozzeria a due porte e un posizionamento pensato per fare da modello d’ingresso alla famiglia GR. Meno estrema della GR Yaris, meno costosa della GR Supra, una porta d’accesso al mondo sportivo di Toyota per chi non spende cifre da supercar.
Il capitolo più rivelatore riguarda il motore. Il progetto è noto internamente come Celica Sport e ruoterebbe attorno al quattro cilindri 2.0 turbo, abbinato a un sistema ibrido ancora da definire, full hybrid o plug-in hybrid, Toyota non si è ancora espressa.
A parlarne è stato Mikio Hayashi, responsabile marketing di Toyota GR, che ad Autocar ha spiegato le difficoltà del tre cilindri della GR Yaris con le future normative sulle emissioni: “dobbiamo considerare la possibilità di un 2,0 litri”.
Trazione integrale quasi certa, sia per la versione rally sia per quella stradale. Dimensioni ancora non definite. Nessun indizio, almeno per ora, sul possibile ritorno della sigla GT-Four, quella che negli anni Novanta faceva paura sul fango e sulla neve.





