In Cina obbligatoria l’identità digitale per monitorare le batterie

In Cina nasce l’identità digitale per ogni batteria NEV, un passo decisivo verso il riciclo sicuro e il controllo del litio entro il 2030.
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D’ora in poi, in Cina, le batterie dei veicoli a nuova energia (anche NEV) non avranno più segreti per lo Stato. Il principale ente regolatore del settore ha infatti deciso di assegnare un’identità digitale univoca a ogni singola cella, trasformandola in una sorta di “cittadino modello” costantemente sorvegliato.

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Questa iniziativa, promossa dal Ministero dell’Industria e dell’Informazione Tecnologica (MIIT) insieme ad altri cinque ministeri, serve a gestire quello che si preannuncia come uno tsunami tecnologico. Entro il 2030, infatti, il volume delle batterie dismesse nel Paese potrebbe superare l’incredibile soglia di un milione di tonnellate all’anno.

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L’ID digitale non è solo un vezzo burocratico, ma un passaporto che seguirà il componente dalla culla alla tomba, o meglio, al centro di riciclo. Il sistema monitorerà la produzione, l’installazione, il ritiro dal veicolo e l’eventuale riutilizzo finale. È un’innovazione istituzionale necessaria, considerando che una batteria al litio non è solo un forziere di metalli preziosi come nichel, cobalto e litio, ma anche una bomba ecologica carica di composti del fluoro. Se non gestite correttamente, queste batterie passano da risorsa a inquinante in un battito di ciglia.

I dati del 2025 sono già incoraggianti. Oltre 400.000 tonnellate di batterie sono state riutilizzate con un incremento annuo del 32,9%. Tuttavia, Pechino non si fida e invita i cittadini a fare la loro parte. Quando la batteria esala l’ultimo respiro, non deve finire in mano a canali informali, ma deve essere consegnata a centri di riciclaggio autorizzati. Ai consumatori è richiesto persino di fornire i dati di tracciabilità, come il numero di targa, al momento dell’acquisto. Per chi pensa di fare il furbo, le nuove normative prevedono sanzioni amministrative e multe salate per chi non rispetta i requisiti di codifica o comunicazione delle informazioni.

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Così, la batteria ha un’identità digitale così forte che, se provate a smaltirla nel giardino, non servirà molto per trovare il responsabile del misfatto. Tra certificazioni dell’impronta di carbonio e standard internazionali, la Cina sta rendendo il riciclo un affare di Stato.