Accordo India-UE, come salvare i motori termici europei

L’UE e l’India firmano un accordo commerciale storico: dazi auto in calo, nuovi sbocchi per l’export europeo e cooperazione su tecnologia e innovazione.
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Dopo quasi vent’anni, praticamente una “generazione automobilistica” e più, finalmente l’Unione Europea (UE) e l’India hanno deciso di scambiarsi più di qualche semplice promessa diplomatica. Dopo una gestazione iniziata nel lontano 2007 e interrotta bruscamente nel 2013, la firma ufficiale dell’accordo commerciale è finalmente alle porte.

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Siamo infatti davanti a un (prossimo ormai) patto che coinvolge quasi due miliardi di persone, creando un’area di scambio molto interessante vista l’entità del mercato di cui parliamo. Non è solo questione di filosofia. Nel 2024 il commercio di beni ha già toccato i 120 miliardi di euro, ma l’export europeo è rimasto finora zoppo a causa di vincoli normativi che sembravano invalicabili.

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Diamo un’occhiata al settore automobilistico, un comparto dove i costruttori europei hanno finora lottato contro la burocrazia indiana senza ottenere nessuna conquista convincente. Per anni, esportare una berlina di lusso a Nuova Delhi è stato puro masochismo finanziario a causa di dazi doganali mostruosi che toccavano il 110%.

Con questo accordo, previsto come ufficiale da febbraio e che potremmo definire “storico”, la tariffa per l’UE scenderà immediatamente al 40%, con la promessa di scivolare verso un incredibile 10% nei prossimi anni. Il governo di Narendra Modi ha quindi spalancato le porte a un contingente di 200.000 veicoli a combustione interna (diesel e benzina) con un prezzo all’importazione che sia superiore ai 15.000 euro.

Così, mentre Bruxelles spinge i propri cittadini verso le colonnine di ricarica, spedisce con entusiasmo migliaia di motori termici verso il terzo mercato mondiale. Le auto elettriche, infatti, dovranno restare in castigo fuori dalla porta per almeno altri cinque anni, dato che per loro il taglio dei dazi non è pervenuto.

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Questa intesa, che vede Ursula von der Leyen e Antonio Costa partecipare alle celebrazioni della Giornata della Repubblica indiana, è anche la risposta piccata di Bruxelles al neo-protezionismo statunitense. Se Washington alza i muri, l’Europa cerca sbocchi a Est, consolidando una strategia che include già Giappone e Corea del Sud.

Oltre alle auto, l’Agenda strategica quinquennale promette oltre 100 iniziative su tecnologia e innovazione, ma per i giganti come Volkswagen, Stellantis, Mercedes e Renault il vero premio è la fine dell’isolamento operativo.