Basta “crescere”: Smart porta la #2 in Europa nel 2026

Arriva la nuova Smart #2, erede della ForTwo: due posti, 100% elettrica e perfetta per la città. Debutto al Salone di Pechino 2026.
Smart #2 2026 Smart #2 2026

Dopo aver passato gli ultimi anni a presentare veicoli “controcorrente” e grandi con i modelli #1, #3 e l’imponente #5, il marchio Smart sembra aver finalmente ritrovato la strada di casa in formato pocket. La nuova Smart #2, erede spirituale e materiale dell’amatissima ForTwo, si prepara a fare il suo debutto ufficiale al Salone dell’Auto di Pechino 2026 a fine aprile.

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Prodotta in Cina dalla joint venture paritetica tra Geely e Mercedes, questa city car elettrica promette di riportare un po’ di sano minimalismo in un mercato popolato da SUV che faticano a entrare nei garage.

Smart #2 2026
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Se la tendenza recente di Smart ci aveva regalato persino la berlina ibrida plug-in #6 EHD, un colosso da quasi cinque metri che potrebbe impressionare i vecchi fan del brand, con la #2 torniamo finalmente alle basi: due porte, due posti e una lunghezza di soli 2,7 metri.

Sotto la carrozzeria, curata con il solito tocco di classe dal team stilistico Mercedes, batte un cuore tecnologico Geely basato sulla nuova architettura ECA. Un singolo motore elettrico posteriore alimentato da una batteria da 30 kWh dovrebbe bastare per scorrazzare tra i semafori senza l’ansia da ricarica.

Smart #2 2026

Il CEO di Smart Global, Tong Xiangbei, ha saggiamente osservato che progettare una microcar è paradossalmente più complesso che sfornare un’auto enorme. Eppure, nonostante le sfide ingegneristiche e i dubbi sulla redditività sollevati da Dirk Adelmann, la #2 è ormai nella fase finale di sviluppo. I test su strada condotti a dicembre 2025 hanno mostrato sbalzi corti e fari ovali che gridano “nostalgia” da ogni angolazione, mantenendo il linguaggio stilistico della vecchia versione a benzina.

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Con un passo di 1,9 metri, la Smart #2 punta a risollevare le vendite del marchio, che nel 2025 ha consegnato 30.799 veicoli in Cina. Mentre la produzione di massa è prevista “tra qualche mese”, l’Europa dovrà attendere la fine del 2026 per riprendersi il suo spazio nei vicoli cittadini.