Il design a cuneo non è (davvero) rimasto sepolto sotto il luccichio e i colori accesi degli anni Ottanta. Bertone sta dimostrando tutto il contrario. A poco più di un anno dai primi bozzetti, la Bertone Runabout è ufficialmente pronta a passare dai sogni alla produzione, e lo fa sdoppiandosi. C’è infatti una versione barchetta, per chi ama il vento, e una targa, dotata di parabrezza vero e tetto rimovibile in carbonio.
Questa Bertone è un omaggio abbastanza “spudorato” al concept Autobianchi A112 Runabout del 1969 di Marcello Gandini e alla successiva Fiat X1/9. Tuttavia, sotto la pelle in fibra di carbonio non batte un cuore Fiat, ma una piattaforma in alluminio di derivazione Lotus.

Ecco dunque una belva con un peso piuma di soli 1.057 chilogrammi. Per intenderci, ha le dimensioni di una Mazda MX-5 ma è così bassa, circa 1,11 metri, da poter guardare l’asfalto fuori molto da vicino. La carreggiata posteriore è più larga di 91 mm rispetto all’anteriore, con cerchi forgiati da 18 pollici davanti e 19 dietro, regalando una silhouette aggressiva come se ne vedono poche in giro.

Il vero pezzo forte, però, è montato dietro i sedili, ovvero un motore Toyota V6 da 3,5 litri sovralimentato che eroga la bellezza di 475 CV e 490 Nm di coppia. La potenza è gestita da un cambio manuale a sei marce con una leva a zig-zag che è pura pornografia ingegneristica. Grazie a questo hardware, la Bertone Runabout scatta da 0 a 100 km/h in 4,1 secondi e vola fino a 270 km/h, sostenuta da sospensioni a doppio braccio oscillante e ammortizzatori regolabili.

Se volete portarvi a casa uno dei 25 esemplari previsti, preparatevi a sborsare 390.000 euro (tasse escluse). Un prezzo che la rende decisamente più esclusiva della GB110, la sua sorella maggiore su base Lamborghini.
