Jim Farley ha costruito buona parte della sua narrativa pubblica degli ultimi anni attorno a un concetto. I costruttori cinesi sono una minaccia seria, e Ford deve attrezzarsi per rispondere. Fin qui, tutto coerente. Il problema è quello che starebbe succedendo a Valencia.
Secondo La Tribuna de Automoción, Geely avrebbe raggiunto un accordo per rilevare una linea di assemblaggio all’interno dello stabilimento Ford spagnolo. L’azienda di Hangzhou utilizzerebbe l’impianto per costruire un veicolo multi-energia basato sulla piattaforma GINA, la Global Intelligent New Energy Architecture, la stessa architettura che regge modelli come la Galaxy A7 e la E5. Il veicolo in questione porta il nome in codice interno 135, e dovrebbe essere proposto nelle varianti ibrida, ibrida plug-in ed elettrica.

I dettagli restano scarsi, ma la pubblicazione spagnola avanza un’ipotesi precisa. Il modello 135 potrebbe corrispondere all’EX2, un crossover compatto con dimensioni di 4,13 m di lunghezza, 1,80 di larghezza e 1,57 di altezza. Le batterie disponibili sarebbero da 30,1 e 40,1 kWh, con autonomie CLTC dichiarate rispettivamente di 310 e 410 km. Il motore posteriore eroga 78 o 114 CV a seconda dell’allestimento.
La parte più interessante, però, riguarda Ford stessa. Secondo le stesse fonti, il costruttore americano potrebbe ottenere un veicolo derivato dalla medesima piattaforma. Un modello con quelle misure sarebbe, di fatto, un successore naturale della Puma, con cui condivide quasi esattamente le dimensioni. Il che apre scenari che vanno ben oltre un semplice accordo di ospitalità industriale.
Ford ha minimizzato, come da copione: “Siamo costantemente in contatto con molte aziende su vari argomenti; a volte si concretizzano, a volte no. Nulla è ancora definitivo”. Geely Europe ha scelto la strada del no comment, limitandosi a dichiarare di non commentare indiscrezioni. Secondo chi conosce i dettagli dell’operazione, l’accordo sarebbe già sostanzialmente chiuso.

Insomma, in pubblico si parla di minaccia cinese. In privato, si tratta l’affitto di una linea di produzione. Non è ipocrisia, forse. È semplicemente Ford.
