Ford vuole auto capaci di leggere il labiale: ma la privacy?

Ford ha depositato un brevetto per un sistema capace di capire il conducente tramite labiale e movimenti del viso.
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Ford ha depositato un brevetto per un sistema di riconoscimento facciale e lettura del labiale destinato a sostituire i comandi vocali quando il livello di rumore nell’abitacolo rende inutilizzabile il riconoscimento tradizionale, una condizione frequente su modelli come Mustang cabrio e Bronco senza portiere che negli Stati Uniti continuano a rappresentare una parte rilevante dell’offerta del marchio.

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Ford brevetta un sistema che legge il labiale per i comandi vocali

Ford Bronco

Quando i sensori di bordo rilevano un rumore ambientale troppo elevato, il sistema proporrebbe al conducente di attivare una modalità alternativa basata su telecamere interne capaci di analizzare i movimenti del volto e delle labbra attraverso algoritmi di intelligenza artificiale. Un cenno del capo, uno sguardo direzionale o un comando pronunciato a volume ridotto potrebbero così bastare per attivare determinate funzioni del veicolo senza bisogno di alzare la voce o ripetere l’istruzione.

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L’idea è tecnologicamente interessante, anche se non è scontato che risponda a un bisogno reale della maggior parte degli automobilisti. Per operazioni come la regolazione del climatizzatore o l’apertura del tetto, un pulsante fisico resta più rapido e più affidabile di qualsiasi interfaccia vocale o gestuale, senza errori di interpretazione e senza dipendenze dal software. E proprio la dipendenza rappresenta uno dei punti più deboli del sistema, che secondo quanto emerge dal brevetto si appoggerebbe al cloud e diventerebbe quindi inutilizzabile in assenza di connessione stabile, ad esempio in galleria o su strade isolate, un limite che appare quasi contraddittorio per una tecnologia nata per compensare le carenze del riconoscimento vocale convenzionale.

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Ford non è l’unico costruttore a investire in questa direzione, perché anche Toyota e BMW stanno sviluppando sistemi vocali e gestuali di nuova generazione, mentre alcuni analisti segnalano che la domanda crescente di componenti per l’intelligenza artificiale automotive potrebbe generare ulteriori pressioni sulla filiera dei semiconduttori.

Il nodo più sensibile resta quello della privacy, perché un sistema progettato per osservare in modo continuativo il volto del conducente e potenzialmente l’intero abitacolo solleva interrogativi sulla gestione e sulla destinazione dei dati raccolti, in un periodo in cui la diffidenza dei consumatori verso la raccolta di informazioni personali non accenna a diminuire. A complicare il quadro per Ford c’è anche il recente richiamo di oltre 250.000 SUV per problemi software, un precedente che non agevola la richiesta di fiducia verso un nuovo sistema basato sull’intelligenza artificiale e incaricato di interpretare le espressioni facciali di chi guida.