Spiegare cos’è una GTI servirebbe a poco: chi capisce, capirà. La ricetta è nota da decenni: motore che tira, telaio che risponde, cerchi in lega e un’identità precisa. Quello che non era noto, fino a poco fa, è che quella ricetta potesse sopravvivere senza un motore termico sotto il cofano.
La ID. Polo GTI, intanto, esiste, è quasi definitiva. Nella guida quotidiana, la Polo elettrica si muove con una maturità che le generazioni precedenti non avevano. L’erogazione è pulita, il comfort sorprendente. Gli interni sono stati rivisti: sedili ben imbottiti, e un tocco che fa sorridere grazie al tachimetro può essere visualizzato in “stile retrò”, come sulla Golf di prima generazione.

Cinque posti, circa 440 litri di bagagliaio, caratteristiche moderne. Un’auto completa, insomma. Non stupirà neanche il prezzo al quale sarà proposta quando esordirà commercialmente nell’ultimo trimestre del 2026 (con la termica che già, di base, costava circa 30.000 euro).

L’altra metà della storia è quella sportiva, dove troveremo un pulsante nella parte inferiore del volante, etichettato senza ambiguità come “GTI”. Grazie a lui, la Polo cambia carattere in modo netto. La risposta dell’acceleratore si affila. Il launch control funziona, il differenziale autobloccante a controllo elettronico tiene l’avantreno in riga. Diventa divertente.
Il consumo dichiarato di circa 12 kWh per 100 chilometri è un numero da percorso ideale: chi guida come si guida una GTI supera rapidamente i 20 kWh, e l’autonomia reale scende intorno ai 250 chilometri, ben lontana dai 424 promessi.

Poi c’è il discorso relativo al suono. Volkswagen ha integrato un sistema di simulazione acustica, ma il risultato non convince del tutto. Chi non lo sopporta può disattivarlo, il che la dice lunga.
La ID. Polo GTI arriverà in prevendita a ottobre 2026 a partire da 38.995 euro. Non è una cifra piccola per una Polo, ma non è nemmeno la stessa auto di sempre.
