La guerra per il trono del segmento premium nel 2025 ha emesso il suo verdetto, e per Mercedes la pillola è decisamente amara. Per il quarto anno consecutivo, BMW si conferma in cima al mondo, dimostrando che a Monaco sanno ancora come far andare in alto l’elica, mentre a Stoccarda la Stella sembra aver perso un po’ di orientamento.
I numeri non lasciano spazio a repliche satiriche. Il Gruppo BMW ha chiuso l’anno con 2.463.715 vetture vendute (+0,5%), mentre Mercedes si è fermata a 2,16 milioni, includendo pure i furgoni per fare numero, subendo un crollo verticale del 10%. Perché questa differenza abissale? La risposta risiede nelle strategie.

Mercedes ha puntato tutto in alto sulla gamma e su una transizione elettrica che, a conti fatti, ha presentato un conto salatissimo. BMW, invece, ha scelto la strada della neutralità tecnologica e della sportività. Il reparto BMW M ha messo a segno un +3,3%, dimostrando che il DNA sportivo vende ancora più dei sogni a batteria, mentre Mini è letteralmente rinata con una crescita a doppia cifra del 17,7%.
Mentre Mercedes affogava in Cina con un pesantissimo -19%, BMW è riuscita a compensare i cali asiatici grazie a una performance stellare in Europa (+7,3%) e nelle Americhe (+5,7%).

Persino nel settore delle auto alla spina, Monaco ha dato una lezione. Qui le vendite di auto elettriche BMW sono cresciute del 3,6%, mentre quelle della Stella sono precipitate del 9%. Praticamente, l’unica cosa che corre in Mercedes in questo momento sono le perdite economiche legate ai progetti di elettrificazione.
Il quarto trimestre ha mostrato segnali di stanchezza per tutti, ma anche qui BMW ha saputo limitare i danni. Nonostante il mercato cinese stia diventando un buco nero per entrambi i marchi, la diversificazione geografica dei bavaresi ha fatto da scudo.
La strategia “tutto e subito” sull’elettrico di lusso di Mercedes sembra aver sbattuto contro il muro della realtà, mentre BMW si gode il panorama dal gradino più alto del podio.
