Volkswagen, Mercedes-Benz e BMW guadagnano meno mentre il risultato complessivo dei maggiori costruttori mondiali migliora. Nel primo semestre del 2026, i tre gruppi tedeschi hanno registrato un utile operativo aggregato di circa 13 miliardi di euro, in diminuzione del 19%. L’analisi pubblicata da EY mostra anche una contrazione dei ricavi, scesi del 2,9% a circa 284 miliardi.
Volkswagen, Mercedes e BMW in difficoltà: la colpa è anche della Cina
Una parte importante della difficoltà arriva dalla Cina, dove le vendite dei produttori tedeschi sono diminuite del 25%. Il mercato cinese rappresenta ora il 23,5% delle loro consegne mondiali, contro il 28,9% di un anno prima. Nel 2020 quella quota era vicina al 40%, a dimostrazione di quanto sia cambiato il peso di un Paese che aveva sostenuto a lungo la loro espansione.
I marchi locali offrono prodotti sempre più competitivi, soprattutto nell’elettrico e nelle funzioni digitali, mentre la debolezza della domanda penalizza le vetture più costose. I gruppi tedeschi devono quindi difendere le proprie vendite in un mercato nel quale la notorietà del marchio non garantisce più i risultati del passato.
I 19 gruppi analizzati, compresi quelli tedeschi, hanno raggiunto ricavi complessivi per 1.048 miliardi di euro, il massimo registrato in un primo semestre, con una crescita del 3,6%. L’utile operativo è salito dell’11,4% a 43,7 miliardi, nonostante le consegne siano diminuite del 2,9%, fermandosi a 34,5 milioni di veicoli.
Quindici aziende su diciannove hanno aumentato il fatturato. Volkswagen, Mercedes e BMW occupano invece le posizioni 16, 17 e 19 nella graduatoria della crescita, mentre Tesla guida con un incremento del 21%, seguita da Suzuki al 18% e Geely al 15%. Il blocco tedesco chiude così il terzo primo semestre consecutivo con ricavi in diminuzione.
La redditività conserva comunque un elemento da distinguere dal peggioramento dei risultati. Il margine operativo aggregato dei tre gruppi è sceso dal 5,5 al 4,6%, ma rimane superiore al 4,2% dell’intero campione. BMW si attesta al 5,8%, Mercedes al 5,4% e Volkswagen al 3,8%, mentre Suzuki raggiunge il 10,1%.
Anche i produttori cinesi affrontano difficoltà, con vendite mondiali in calo dell’8% e utile operativo diminuito del 22%. La loro espansione europea prosegue però nella direzione opposta. Le consegne nel continente sono aumentate del 44%, con BYD a più 168%, portando ulteriore concorrenza proprio nei mercati sui quali i gruppi tedeschi devono contare per compensare la perdita di terreno in Cina.





