Cina, il mercato auto elettriche non porta buone notizie all’Europa

Il mercato auto cinese crolla del 20% nei primi cinque mesi del 2026: troppi modelli elettrici identici, guerra dei prezzi e nessun vincitore.
auto Nio, fabbrica, cina

Il 2026 passerà alla storia come l’anno in cui il mercato auto in Cina ha smesso di stare bene (anche ostentando il contrario, fingendo palesemente). Le immatricolazioni di nuovi veicoli hanno segnato a maggio un calo del 22%, scendendo a 1,5 milioni di unità. Nei primi cinque mesi dell’anno il mercato complessivo si è contratto del 20%. La CPCA, la China Passenger Car Association, aveva aperto l’anno con una previsione cauta: meno 1%, ma l’ha poi aggiornata a meno 11%. Anche gli ottimisti hanno dovuto arrendersi ai numeri.

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Le auto elettriche continuano a crescere, rappresentano ormai oltre il 60% delle nuove immatricolazioni. Il problema non è la tecnologia, è la fotocopia. Troppi marchi, troppi sottomarchi, troppi modelli che si assomigliano in modo imbarazzante, stessa configurazione smart, stesso range di prezzo schiacciato verso il basso da una guerra dei saldi che nessuno vincerà davvero.

mercato auto, cina

Il problema risiede nella prevalenza di una concorrenza omogenea: prodotti dall’aspetto identico, con configurazioni simili e fasce di prezzo molto ravvicinate hanno smorzato l’interesse dei consumatori.

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Anche chi produce per il segmento alto non dorme tranquillo. Il CEO di Nio prevede un calo delle vendite del 15-20%. Gli analisti più pessimisti stimano che, a lungo termine, nel mercato cinese sopravvivranno tra i 5 e i 10 costruttori. Tutti gli altri, decine, dovranno trovare un piano B.

E il piano B, guarda caso, punta verso l’Europa. I marchi cinesi in difficoltà in patria hanno già messo nel mirino i mercati occidentali, dove la loro quota rimane ancora marginale, ma la direzione è tracciata. Per i costruttori europei, già in difficoltà sul fronte elettrico cinese, la prospettiva è doppiamente scomoda. Perdono terreno in Oriente, e rischiano di trovarsi altri concorrenti davanti a casa.

auto elettriche, cina

Il colpo è particolarmente duro per i gruppi tedeschi, Volkswagen, BMW, Mercedes, che in Cina faticano a competere sull’elettrico e contemporaneamente assistono al crollo della domanda di motori termici, storicamente il loro territorio. Una tenaglia, insomma, costruita pezzo per pezzo nel corso degli ultimi anni.

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Gli investitori chiamano questa fase “consolidamento”. Un eufemismo per descrivere quello che, in termini più diretti, assomiglia molto a una selezione naturale accelerata.