Cina, esportazioni a tutta forza per necessità: Europa nel mirino

Ad aprile il mercato auto in Cina segna il settimo calo consecutivo nelle vendite interne, -21,6%. Le esportazioni di NEV toccano quota record.
export auto cinesi

Il mercato auto cinese ha un problema che i numeri delle esportazioni fanno fatica a nascondere. Ad aprile le vendite interne di autovetture sono calate del 21,6% su base annua, fermandosi a 1,4 milioni di unità. Settimo mese consecutivo di flessione in Cina, in quello che rimane il più grande mercato automobilistico del mondo.

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Le esportazioni tengono il sistema in piedi, almeno per ora. A quota 901.000 unità su tutte le tipologie di veicolo, +74,4% anno su anno, rappresentano un risultato strutturalmente importante, non un rimbalzo casuale. I NEV (veicoli a nuova energia) guidano la corsa: 430.000 unità esportate, record assoluto, con i veicoli elettrici a +85,4% (260.000 unità) e i PHEV in volo verticale a +180% (170.000 unità). Numeri che non includono la produzione degli stabilimenti esteri, come BYD in Brasile o Great Wall in Thailandia.

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Il paradosso è che anche i NEV soffrono sul mercato interno della Cina: -6,8% anno su anno, quarto mese negativo di fila, con una quota del 60,6% sulle vendite totali che suona risulta un consolidamento faticoso e non una transizione trionfante. La ragione è normativa. L’abolizione dei sussidi generalizzati a favore di sconti mirati ha colpito il segmento entry-level, eliminando il vantaggio di prezzo che aveva gonfiato i volumi negli anni precedenti. Il Segretario Generale della CPCA, Cui Dongshu, ha definito le vendite stagnanti di auto economiche un “collo di bottiglia fondamentale” per la ripresa.

Sullo sfondo, una crisi immobiliare che non accenna a risolversi comprime la fiducia dei consumatori, mentre la spinta verso il premium non genera ancora volumi sufficienti a compensare. Morgan Stanley ha già rivisto le stime: calo delle vendite interne all’11% per l’intero anno, contro il 6% previsto in precedenza.

In Europa i NEV valgono già il 67,5% del mercato combinando BEV, ibridi e PHEV. BYD e Geely espandono la produzione locale in Europa e America Latina, riducendo l’esposizione tariffaria che altrove ne ha frenato la diffusione.

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Gli Stati Uniti restano un capitolo a parte. Dazio del 100% sugli elettrici dalla Cina, norme sulla connettività che equivalgono a un divieto di fatto, e una proposta bipartisan in Congresso che codificherebbe il tutto rendendo qualsiasi apertura futura politicamente complessa. Il vertice Trump-Xi a Pechino (13-15 maggio) è monitorato dall’intera industria globale, anche se l’automotive sembrerebbe escluso dai dossier in discussione.