La Cina toglie i sussidi e BYD paga il conto: corsa verso l’alto di gamma

BYD chiude il primo trimestre 2026 con un crollo degli utili del 55,4% e vendite in calo. Il più grande produttore mondiale di elettriche è a un bivio.
BYD showroom

BYD sta pagando il conto e questo, per il primo trimestre del 2026, è salato: utile netto crollato del 55,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, fermandosi a 4,09 miliardi di yuan, ben oltre mezzo miliardo di euro. Il fatturato ha perso quasi il 12%, scendendo a 150,2 miliardi di yuan. Terzo calo trimestrale consecutivo, minimo dal secondo trimestre del 2024.

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Per quanto paradossale possa sembrare, i numeri hanno battuto le attese degli analisti, che si fermavano tra i 132 e i 140 miliardi. A volte basta fare meno peggio del previsto per sembrare in forma.

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Le vendite di veicoli a nuova energia, elettrici e plug-in ibridi, si sono fermate a 700.463 unità. Un calo del 30% anno su anno, quasi il 48% rispetto ai volumi record del quarto trimestre 2025. Il mercato cinese degli elettrici è un campo di battaglia dove si combatte soprattutto sul prezzo, e BYD è lì in prima fila da anni. Il problema è che vincere una guerra dei prezzi non significa necessariamente guadagnarci.

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A complicare il quadro ci ha pensato Pechino. L’esenzione totale dall’imposta di acquisto per i veicoli elettrici, valida per il biennio 2024-2025, è stata dimezzata per il 2026 e il 2027, con un tetto massimo di 15.000 yuan per veicolo. Il risultato prevedibile: una corsa agli acquisti nel finale del 2025 che ha svuotato la domanda nei mesi successivi. Il primo trimestre ne ha pagato direttamente le conseguenze.

La risposta di BYD si muove su due fronti. Il primo è l’internazionalizzazione. L’azienda punta a esportare oltre 1,5 milioni di vetture nel 2026, cercando fuori dalla Cina quella crescita che il mercato interno non riesce più a garantire con la stessa intensità. Il secondo fronte è il posizionamento verso l’alto.

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Al Salone di Pechino, BYD ha presentato il Datang, SUV elettrico di grandi dimensioni con un prezzo base di 250.000 yuan (circa 31.000 euro, prezzo corposo considerato il mercato cinese), che ha raccolto oltre 30.000 preordini nel primo giorno. Non si può vivere di soli modelli entry-level quando i margini vengono erosi dalla concorrenza e dai sussidi che si assottigliano.

Sul fronte tecnologico, BYD sta lavorando sulla velocità di ricarica, uno degli argomenti che ancora trattiene molti automobilisti dal passaggio all’elettrico.

I prossimi trimestri diranno se questa doppia strategia regge. Gli analisti sono cauti: la ripresa degli utili dipende da una domanda interna che torni a muoversi e da esportazioni che mantengano il ritmo.