Lamborghini Fenomeno Roadster: la belva da 1.065 CV e niente tetto

Lamborghini Fenomeno Roadster: 1.065 CV da V12 aspirato e tre motori elettrici, 15 esemplari totali, 0-100 in 2,4 secondi.
Lamborghini Fenomeno Roadster

Quindici esemplari. È tutto quello che il mondo avrà della Lamborghini Fenomeno Roadster, presentata alla seconda edizione della Lamborghini Arena di Imola. Un numero che racconta già quasi tutto. Non è un’auto pensata per il mercato, è un’affermazione di prestigio.

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Lamborghini Fenomeno Roadster

Il dato più immediato è la potenza, 1.065 CV, generati dalla sinergia tra un V12 aspirato da 6,5 litri e tre motori elettrici. Il solo termico eroga 842 CV a 9.250 giri/min, con una coppia di 720 Nm a 6.750 giri/min. I due motori elettrici anteriori e il terzo collocato sopra il cambio a doppia frizione a otto rapporti gestiscono il torque vectoring, la frenata rigenerativa e quel tipo di risposta che rende momentaneamente increduli. Lamborghini dichiara 2,4 secondi per raggiungere i 100 km/h, 6,8 secondi per i 200, velocità massima oltre i 340 km/h.

Lamborghini Fenomeno Roadster
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Togliere il tetto a una hypercar coupé non è un’operazione indolore: compromette il flusso aerodinamico, la rigidità strutturale, il raffreddamento. Lamborghini, invece di accettare il compromesso, ha ridisegnato l’intera superficie superiore. Uno spoiler sul parabrezza convoglia l’aria nel vano motore, compensando l’assenza della presa d’aria sul tetto della coupé. Le barre antiribaltamento non si limitano a proteggere gli occupanti, sono state modellate per ridurre turbolenza e rumore alle alte velocità, poi integrate nelle gobbe posteriore in stile speedster. Il risultato, dice Lamborghini, è una rigidità strutturale sostanzialmente equivalente alla coupé, con un incremento di peso minimo.

Lamborghini Fenomeno Roadster

La carrozzeria della Fenomeno Roadster è in fibra di carbonio multi-tecnologia con struttura anteriore in composito forgiato. La verniciatura è Blu Cepheus con accenti Rosso Marte, una combinazione che richiama esplicitamente la Miura Roadster del 1968 e i colori di Bologna. Il look vede inoltre parabrezza piatto, ampie prese d’aria, diffusore pronunciato, alettone posteriore attivo, scarico esagonale rialzato.

Il telaio monta ammortizzatori da corsa regolabili manualmente, freni carboceramici CCM-R Plus, cerchi da 21 pollici all’anteriore e 22 al posteriore con pneumatici Bridgestone Potenza dedicati.

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Per chi avesse intenzione di portarla in pista, e con 1.065 CV sarebbe un peccato non farlo, è prevista una configurazione semi-slick. All’interno, tre display digitali, comandi tattili, interruttori ispirati all’aviazione e materiali come il Carbon Skin e il Corsatex di Dinamica completano un abitacolo costruito attorno all’idea di pilota, non passeggero.