Dazi al 25% sulle auto europee: sei ore di trattative, nessun risultato

Sei ore di colloqui, nessun accordo. L’UE non riesce a ratificare il trattato commerciale di Turnberry e Trump minaccia dazi al 25% sulle auto.
export negli stati uniti

Sei ore di colloqui a Bruxelles, ieri, ma nessun accordo per “salvarci” dai nuovi dazi di Trump. Il negoziato tra Parlamento europeo e Consiglio sull’attuazione del trattato commerciale UE-USA firmato a Turnberry lo scorso luglio si è chiuso con un nulla di fatto. Buoni progressi sui meccanismi di salvaguardia, ha ammesso il capo negoziatore Bernd Langel. Poi ha aggiunto che “c’è ancora molta strada da fare”. Prossimo appuntamento, 19 maggio, ma bisogna chiudere entro luglio. Nel frattempo, Washington perde la pazienza.

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L’ambasciatore statunitense presso l’UE, Andrew Puzder, ha messo le cose in chiaro a Bloomberg: “Se un accordo non è un accordo, allora penso che gli Stati Uniti si tireranno indietro”. Il nodo è politico. Gli Stati membri, Germania in testa, vogliono ratificare Turnberry senza condizioni che possano irritare Trump. Il Parlamento, invece, insiste su clausole di salvaguardia che permetterebbero all’UE di sospendere l’accordo se Washington imponesse dazi superiori al 15% o minacciasse l’integrità territoriale di uno Stato membro, riferimento nemmeno troppo velato alle mire sulla Groenlandia.

donald trump
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Nove mesi dopo la firma scozzese, l’UE non ha ancora approvato la legislazione necessaria per rendere operativo l’accordo. Un regalo involontario a Trump, che nel frattempo ha minacciato di reintrodurre dazi al 25% sui prodotti automobilistici. Nel 2025, gli Stati Uniti hanno assorbito il 22% delle esportazioni europee di veicoli, circa 750.000 unità per un valore di 38,9 miliardi di euro. Non è roba da poco.

Volkswagen ha registrato un impatto tariffario da 4 miliardi di euro nel 2025. BMW ha chiuso il primo trimestre del 2026 con un calo degli utili del 23%. Porsche e Audi, senza stabilimenti produttivi negli States, sono le più esposte per unità venduta. Audi ha persino cancellato a gennaio i piani per un impianto di assemblaggio americano: i dazi esistenti avevano già reso l’investimento non conveniente.

export negli states

L’auto europea combatte su più fronti contemporaneamente: l’avanzata dei marchi cinesi in Europa, l’aumento dei costi logistici legato alla crisi dello Stretto di Hormuz, e la transizione elettrica che assorbe miliardi senza sosta. I fornitori di primo e secondo livello rischiano l’insolvenza se il 25% dovesse diventare realtà.

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La disputa sui dazi ha oscurato il G7 dei ministri del commercio a Parigi. La ministra dell’Economia tedesca Katherina Reiche parla di “intensi colloqui” con Washington. Qualcuno a Bruxelles spera probabilmente che Trump si distragga con l’Iran o con Cuba.