Con il ritmo di tre lanci al giorno a cui la Cina sta sfornando nuovi modelli elettrici nel 2026, Robin Zeng, il presidente di CATL, cioè il più grande produttore di batterie al mondo, ha deciso di dire ad alta voce quello che molti nel settore sussurravano: così non può andare.
L’occasione è stata la Conferenza Mondiale sulle Batterie di Potenza a Yibin, Sichuan. Zeng ha chiarito come nel corso del 2026 in Cina sono stati lanciati oltre 600 nuovi modelli di veicoli elettrici. Per tenere quel ritmo, però, i cicli di validazione si accorciano, e quando si accorciano, le batterie cominciano a fare “cose strane”. Non ha fatto nomi, ma i precedenti nel mercato parlano da soli.
A dicembre 2025, la filiale di Geely Viridi E-Mobility ha trascinato in giudizio Sunwoda per difetti nelle celle fornite tra il 2021 e il 2023, chiedendo 2,31 miliardi di yuan. La vicenda si è chiusa con un accordo: 608 milioni incassati da Viridi, caso archiviato.
Più recente, e più pittoresca, la controversia delle cosiddette “batterie a banana”: celle CALB installate su circa 213.000 veicoli GAC Aion che avrebbero assunto una forma curva, con conseguenti problemi di rigonfiamento, perdita di potenza e malfunzionamenti vari. CALB ha poi annunciato misure correttive.
Il problema è anche geometrico. In un pacco batterie i elementi sono collegati in serie, e vale il principio del barile: la performance complessiva è limitata dalla cella peggiore. Zeng sostiene che le tolleranze convenzionali, misurate in parti per milione, PPM, siano semplicemente inadeguate alla scala produttiva attuale. CATL ha comunicato di puntare a un obiettivo interno di un difetto per miliardo di celle prodotte: 1 PPB, mille volte più stringente dello standard comune.
Per garantirlo, l’azienda si è dotata di un cosiddetto Gruppo di Opposizione interno, attivo sin dalla fondazione, composto da esperti di elettrochimica, ingegneria meccanica e intelligenza artificiale. Il loro compito è trovare ogni possibile modo in cui una batteria può cedere, prima che lo faccia sul campo. Hanno potere di veto sulle spedizioni e non è una commissione consultiva.
Il contesto rende tutto più urgente. I fornitori cinesi coprono oltre il 70% del volume globale di installazioni di batterie, con 608 GWh installati nella sola prima metà del 2026. A quella scala, anche un difetto rarissimo si traduce in migliaia di celle problematiche in circolazione.
Zeng ha lasciato nell’aria una domanda, senza formularla esplicitamente, è la stessa che ogni acquirente di un elettrico cinese dovrebbe porsi: quanto tempo hanno davvero avuto per testare la batteria che sta sotto tantissimi sedili?






