Non è un rumor, perché i circa 4.000 dipendenti di cui si parla sono la cifra che circola negli uffici di Gaydon mentre Jaguar Land Rover (JLR) avvia un programma di prepensionamento volontario per il personale impiegatizio e dirigenziale. L’azienda non ha confermato la cifra, i dettagli ufficiali sono ancora da chiarire, ma una fonte vicina ai fatti ha parlato chiaro al Financial Times e pare che gli stabilimenti produttivi restino esclusi.
Tradotto in percentuale, il 13,3% della forza lavoro britannica, il 9,1% del totale globale. Numeri che fanno rumore, soprattutto se si considera che l’ultimo taglio massiccio di questa portata risale al gennaio 2019, quando Ralf Speth azzerò 4.500 posizioni nell’ambito del piano “Charge” da 2,5 miliardi di sterline.
Nell’anno fiscale conclusosi il 31 marzo 2026, il fatturato di JLR è crollato del 20,9% a 22,9 miliardi di sterline. L’utile ante imposte è passato da 2,5 miliardi a 14 milioni. La società ha chiuso l’esercizio con una perdita netta di 244 milioni di sterline, la prima in cinque anni, bruciando 2,2 miliardi di liquidità disponibile. I volumi all’ingrosso si sono fermati a 307.900 veicoli, appena sopra il punto di pareggio dichiarato di 300.000 unità, ma il Financial Times stima che quello reale si aggiri oggi intorno alle 380.000.
Il primo trimestre del nuovo esercizio non ha migliorato il quadro: fatturato a 6 miliardi (-9,6%), utile ante imposte a 109 milioni (-68,9%), flusso di cassa libero negativo per 998 milioni. A pesare, tra l’altro, un incendio presso un fornitore norvegese che ha bloccato l’assemblaggio di Range Rover e Range Rover Sport a Solihull, oltre all’aumento degli sconti dal 4,1% al 7,1% del fatturato.
Il piano da 1,7 miliardi di sterline annunciato a giugno con risparmi su materiali, garanzie e produttività digitale, è la cornice entro cui si inserisce questo nuovo round di uscite. L’amministratore delegato PB Balaji, alla guida da novembre 2025, ha fissato l’obiettivo di riportare il break-even a 300.000 unità.
Il nuovo accordo commerciale tra UK e USA ha ridotto le tariffe sui veicoli britannici dal 27,5% al 10%, ma il Defender, prodotto a Nitra, in Slovacchia, ne resta escluso, con Jaguar Land Rover che valuta ora una collaborazione con Stellantis per distribuirlo negli Stati Uniti.
Il calendario prodotti, intanto, è, paradossalmente, tra i più densi degli ultimi anni. Gli ordini per la Range Rover Electric sono aperti da settembre a £154.070, la Range Rover Sport Electric e la Jaguar Type 01 sono attese entro fine anno. Tata Motors starebbe scommettendo sul futuro elettrico del marchio mentre taglia il presente.





