Il 35% degli occupanti (e proprietari) non ha mai toccato lo schermo dedicato al passeggero anteriore della propria auto. Non l’ha fatto nemmeno per curiosità. Il JD Power US Tech Experience Index 2026, condotto su 68.084 proprietari di veicoli modello 2026 intervistati dopo novanta giorni dall’acquisto, consegna all’industria un report scomodo che testimonia come la corsa ai display non stia convincendo chi siede a bordo.
Lo schermo lato passeggero ha una logica apparente. Sui modelli premium permette a chi siede a destra di gestire contenuti in autonomia, libera lo schermo centrale e, soprattutto, fa colpo in concessionaria. Il problema è che fuori dalla concessionaria le cose cambiano. Solo il 6% degli utenti lo utilizza a ogni viaggio. Il restante 65% che afferma di averlo provato non significa che lo faccia con regolarità: indica semplicemente che ci ha messo le dita sopra almeno una volta.
La tecnologia non convince, e in più genera problemi. JD Power registra 21,3 anomalie ogni 100 veicoli per i display lato passeggero, rendendoli tra le funzionalità più critiche dell’intero indice. Va precisato che in queste rilevazioni il termine “problema” non implica necessariamente un guasto tecnico, ma include anche le difficoltà percepite dall’utente nell’utilizzo. Il che è forse ancora più rivelatore. In pratica, non si capisce bene a cosa serva.
Il confronto con altre tecnologie è impietoso. Il sistema di avviamento intelligente, quello che gestisce accensione e spegnimento del motore adattandosi al contesto, genera appena 2,4 problemi ogni 100 veicoli e ottiene la soddisfazione più alta dell’intero studio. Stessa storia per il climatizzatore automatico. I conducenti sono ostili a quella tecnologia che richiede un’interazione in più senza risolvere nulla di concreto.
Le funzioni premiate dallo studio, tra cui specchietto con telecamera integrata, rilevamento dell’angolo cieco, chiave digitale, guida monopedal, programmazione della ricarica, operano in sottofondo, o risolvono un problema reale con il minimo sforzo richiesto all’utente. Uno schermo aggiuntivo fa l’opposto.
Anche sul fronte dei sistemi di assistenza alla guida emerge una tensione simile. I sistemi L2 standard ottengono un’esperienza utente complessivamente migliore rispetto agli L2+, tecnicamente più avanzati, ma percepiti come meno convincenti nella pratica quotidiana.
Dire che il terzo schermo sparirà sarebbe frettoloso. Nei viaggi lunghi, con passeggero a bordo e contenuti da condividere, il concetto regge ancora. Ma il 35% che non ci ha mai interagito, sommato a 21,3 problemi ogni 100 veicoli, è un segnale che i costruttori farebbero bene a non ignorare.




