Porsche 911 European RS: anche un restomod raggiunge cifre stellari all’asta

La Porsche 911 European RS di Thornley Kelham all’asta RM Sotheby’s. 425 CV, 6.000 ore di lavoro, 15 esemplari totali.
Porsche 911 European RS

Per una Porsche del 1972 che non è esattamente quella del 1972, qualcuno è stato disposto a spendere quanto, forse, una di quelle 911 in edizioni limitate d’epoca originali.

Advertisement

La Porsche 911 European RS realizzata da Thornley Kelham ha raggiunto 802.500 dollari, circa 690.500 euro, all’asta RM Sotheby’s di Monterey, in California, superando la stima massima prevista. Un risultato che non sorprende chi conosce la European Collection, la linea di reinterpretazioni firmate dalla casa britannica che comprende anche la 356 European SL e le varianti Jaguar XK in carrozzeria GT Coupé e Roadster.

Porsche 911 European RS

La base di partenza è una 911 del 1972, ispirata alla Carrera 2.7 RSR. Da lì, Thornley Kelham ha ricostruito tutto. Oltre 6.000 ore di lavorazione per esemplare, fibra di carbonio, componenti sviluppati internamente, abitacolo su misura con materiali selezionati.

Advertisement

Il motore è un boxer sei cilindri da 4 litri aspirato, derivato dall’architettura della 993: 425 CV, 9.000 giri al minuto, cambio manuale a rapporti ravvicinati. Trazione posteriore, com’è ovvio che sia. Quindici esemplari in totale.

Porsche 911 European RS

Simon Thornley, fondatore e direttore dell’azienda, ha parlato di “dedizione e maestria artigianale” e di quasi vent’anni di restauro per concorsi d’eleganza internazionali. RM Sotheby’s, dal canto suo, ha definito la European RS “una delle interpretazioni più rare e accuratamente progettate mai create”. Un superlativo rischioso, nel segmento dei restomod d’alta gamma, dove la concorrenza non manca e le affermazioni audaci si misurano all’asta.

Il concetto alla base della European Collection non è il restauro tradizionale né la replica: è la reinvenzione con criterio. Si prende un’architettura classica, la si porta a standard contemporanei di guida quotidiana, si preserva l’estetica e si aggiunge ciò che mancava, potenza, raffinatezza, coerenza costruttiva. Il risultato è una vettura che un collezionista esigente può guidare, non solo esporre.

Advertisement

La domanda è se i quattordici esemplari rimasti troveranno altrettanta fortuna, o se Monterey resterà il picco irripetibile di una serie destinata a diventare riferimento nel settore.