BYD vuole anche l’America e fa causa all’amministrazione Trump

L’abolizione dei dazi potrebbe permettere a BYD di vendere auto importate da fabbriche in Canada e Messico.
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BYD si è conquistata in poco tempo una fetta importante del mercato automobilistico globale, diventando uno dei giganti mondiali del settore. Eppure c’è un mercato, il secondo più grande al mondo per auto nuove, dove il marchio cinese non è ancora riuscito a mettere piede, gli Stati Uniti. L’ostacolo principale sono i dazi all’importazione. La risposta? Una causa legale. Perché se non puoi batterli con i prezzi competitivi, provi a batterli in tribunale.

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Quattro filiali BYD con sede negli Stati Uniti hanno intentato causa contro il governo federale davanti alla Corte per il Commercio Internazionale. L’obiettivo è contestare i dazi imposti ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), coinvolgendo nel ricorso il Dipartimento della sicurezza interna, la dogana, l’ufficio del rappresentante commerciale e il Dipartimento del Tesoro. Niente di personale, ovvio, solo business.

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Secondo la casa automobilistica, le agenzie federali avrebbero ecceduto l’autorità concessa dallo statuto IEEPA, rendendo giuridicamente invalidi gli ordini tariffari. La causa contesta specificamente nove ordini esecutivi emanati da febbraio 2025, comprese tariffe ai confini con Messico e Canada e quelle rivolte alla Cina legate al fentanyl. BYD chiede ingiunzioni permanenti contro queste misure, il rimborso integrale delle tariffe pagate, più interessi e spese legali. Un conto salato per Washington, se dovesse perdere.

L’impresa può sembrare titanica, ma non priva di precedenti. La causa cita il caso di VOS Selections, importatore di vini newyorkese che ha vinto contro il governo sostenendo che il presidente non ha l’autorità di imporre dazi, nemmeno sotto l’IEEPA. Un precedente che potrebbe aprire le porte non solo a BYD, ma a un’intera ondata di aziende cinesi pronte a far valere i propri diritti nei tribunali americani.

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Intanto, BYD non è del tutto estranea al suolo americano. Il suo stabilimento di Lancaster, in California, produce centinaia di autobus elettrici e impiega circa 500 dipendenti. Un piede nella porta, insomma.

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L’abolizione dei dazi potrebbe permettere a BYD di vendere auto importate da fabbriche in Canada e Messico, offrendo agli acquirenti statunitensi veicoli elettrici più accessibili in un mercato sempre più competitivo. Un vaso di Pandora che l’industria americana teme da tempo.