Auto elettriche usate, boom di acquisti: colpa del prezzo di diesel e benzina

Le auto elettriche usate attirano sempre più clienti grazie a prezzi più bassi, costi di ricarica ridotti e batterie sempre più efficienti.
ricarica auto elettriche

Il mercato dell’usato elettrico sta registrando una crescita significativa, trainata non tanto da motivazioni ambientali quanto da ragioni economiche sempre più pressanti per gli automobilisti europei. I dati del 2025 indicano che quasi una vendita su cinque nel segmento dell’usato riguarda ormai un modello a zero emissioni, con una quota che ha raggiunto il 18,9%, e secondo Guillaume Sicard, numero uno di Renault France, la domanda di BEV di seconda mano è aumentata in modo molto marcato nelle ultime settimane.

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Auto elettriche usate sempre più richieste: la colpa è il costo dei carburanti

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La spinta principale arriva dalla convenienza di acquisto. Molti modelli elettrici con qualche anno di vita e un chilometraggio già accumulato si trovano oggi sul mercato a prezzi inferiori dal 30% al 60% rispetto al listino originario, una svalutazione che rende l’ingresso nel mondo dell’elettrico sensibilmente meno oneroso rispetto all’acquisto di un veicolo nuovo. A questa dinamica si aggiunge il progressivo rientro nei piazzali dei concessionari di vetture provenienti da contratti di noleggio a lungo termine sottoscritti tre o quattro anni fa, un flusso che sta ampliando l’offerta disponibile e contribuendo a mantenere i prezzi competitivi in un segmento dove fino a poco tempo fa la scelta era piuttosto limitata.

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Per molti acquirenti la motivazione non è più legata all’immagine o alla tecnologia, ma alla possibilità di ridurre la spesa quotidiana per gli spostamenti in un periodo in cui benzina e diesel continuano a pesare, e molto, sui bilanci familiari. Un’auto elettrica usata consente invece di abbattere i costi di esercizio e di sottrarsi alla volatilità dei prezzi dei carburanti, un vantaggio che risulta particolarmente attraente per chi percorre tragitti medio-brevi con regolarità.

Il principale freno all’acquisto resta il dubbio sulla durata delle batterie, a lungo alimentato dall’analogia con gli smartphone e dalla percezione di un degrado rapido e inevitabile. I dati però dimostrano che non è così. Sicard ha precisato che un’auto elettrica di cinque o sei anni conserva mediamente tra il 90% e il 92% della capacità energetica originaria, e diverse analisi indipendenti condotte su migliaia di veicoli confermano una perdita media di circa l’1,5% di capacità all’anno, un valore che nella maggior parte dei casi non compromette l’utilizzo quotidiano del veicolo.

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Le batterie di ultima generazione sopportano cicli di ricarica e sbalzi termici meglio di quanto molti automobilisti immaginino, soprattutto quando la gestione della ricarica avviene in modo corretto, e l’evoluzione continua della chimica e del software di gestione termica contribuisce a migliorare ulteriormente la longevità delle celle anche sulle generazioni meno recenti.

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Il mercato dell’usato elettrico cresce dunque sulla combinazione di prezzi d’acquisto accessibili, costi di utilizzo ridotti e una tenuta delle batterie che si sta rivelando più rassicurante rispetto alle aspettative iniziali. In questo periodo, dove i carburanti sono più costosi del solito, per una fascia crescente di automobilisti l’elettrico di seconda mano sta diventando una scelta dettata dalla praticità e dal calcolo economico piuttosto che dalla sensibilità ambientale.