Quest’estate la BMW X5 di quinta generazione, nome in codice G65, farà il suo debutto ufficiale, e lo farà con un curriculum propulsivo che non ha precedenti nella storia del marchio bavarese. Lo ha anticipato il CEO uscente Oliver Zipse durante la conferenza annuale dell’azienda: benzina, diesel, ibrido plug-in, elettrico puro e idrogeno. Cinque varianti di propulsione su un unico modello. Un’operazione che sembra un manifesto industriale.
La variante a idrogeno, che potrebbe chiamarsi iX5 60H xDrive, non arriverà prima del 2028 e, considerata l’infrastruttura di rifornimento ancora largamente incompiuta fuori dalla Germania e dal Giappone, è ragionevole aspettarsi una distribuzione geografica decisamente selettiva. BMW e Toyota stanno sviluppando insieme un sistema a celle a combustibile di terza generazione. La collaborazione è concreta, i tempi meno.

Sul fronte dell’ibrido plug-in, se BMW adotterà le batterie di sesta generazione con celle cilindriche, l’autonomia elettrica potrebbe superare significativamente i 110 km WLTP della X5 xDrive50e attuale, già un riferimento nel segmento. La iX5 elettrica pura completa il quadro, con le varianti M60e e iX5 M70 xDrive attese entro fine 2027.
A Spartanburg, dove la X5 è di casa da tre decenni, la produzione dovrebbe partire ad agosto, guidata dalle versioni 40 xDrive e 40d xDrive. Entro fine anno si aggiungeranno la 50e xDrive e la M60e. La X5 M con V8 ibrido, invece, slitterà al 2028.

C’è poi la questione range extender, il fantasma tecnologico che agita i corridoi di Monaco. BMW non ha confermato nulla e, stando a quanto trapela, il ritorno del REX non è ancora stato approvato internamente. Eppure la logica industriale parla chiaro: i grandi SUV elettrici con generatore a benzina stanno conquistando la Cina, e persino Scout (Gruppo Volkswagen) e Stellantis con il Ram 1500 REV si stanno muovendo in quella direzione. BMW, per ora, osserva. Ma su un SUV da oltre due tonnellate, l’autonomia estesa non è certo solo un capriccio.
La G65 è la scommessa più articolata che BMW abbia mai fatto su un singolo modello. La buona riuscita dipenderà da quanti di quei cinque propulsori troveranno davvero acquirenti.
