La Macan con motore termico va in pensione. Porsche ha confermato che la produzione si fermerà entro la metà di quest’anno, ma il sipario non calerà di colpo. Le scorte accumulate terranno il modello in vita nei concessionari ancora per mesi, con vendite previste in alcune regioni fino al 2027. Porsche ha confermato la disponibilità in alcuni mercati europei almeno fino a quell’anno. Dopodiché, resterà solo la versione elettrica, almeno fino al 2028, quando è atteso un “successore spirituale” a combustione, nome in codice M1.
Il problema è che i numeri, nel frattempo, raccontano una storia scomoda. Nel primo trimestre del 2026, la Macan termica ha venduto 10.130 unità, in crescita rispetto alle 9.370 dello stesso periodo dell’anno precedente. La versione elettrica si è fermata a 8.079 unità, quasi la metà delle 14.185 registrate nei primi tre mesi del 2025.

Il calo sarebbe stato “ampiamente previsto”, attribuito all’impennata artificiale del 2025, quando Porsche aveva spinto forte per consegnare le auto appena uscite di fabbrica, e all’eliminazione degli incentivi fiscali negli Stati Uniti, quei 7.500 dollari di sconto che non esistono più.
Proprio gli States sono il mercato più urgente da rifornire. La domanda di Macan termica è alta, l’elettrica soffre senza incentivi, e la logistica complica tutto. Neanche a dirlo, il conflitto in Iran ha compresso le rotte di spedizione e reso qualche cliente più riluttante a entrare in concessionaria.

Il successore M1 arriverà nel 2028 su piattaforma PPC, condivisa con la terza generazione di Audi Q5, esattamente come il rapporto che legava la prima Macan al Q5 originale sull’architettura MLB.
Condividere una piattaforma con Audi non significa rinunciare all’identità, chiariscono da Porsche: “Se ci sono elementi che dobbiamo modificare per rendere una Porsche una Porsche, lo facciamo”. Un principio che vale sempre, soprattutto quando il mercato continua a preferire il motore che si sta togliendo di produzione.
