Benzina e gasolio hanno ripreso a salire dopo la breve fase di discesa che aveva caratterizzato le ultime settimane, con il self service sulla rete ordinaria che si attesta intorno a 1,85 euro al litro per la verde e a 1,94 euro per il diesel secondo i rilevamenti di Staffetta Quotidiana aggiornati a venerdì 10 luglio 2026. In autostrada i valori risultano sensibilmente più elevati, toccando rispettivamente 1,95 e quasi 2 euro al litro, mentre la modalità servito spinge i listini ancora più in alto su tutto il territorio nazionale.
Benzina e diesel, rialzi immediati dopo le nuove tensioni in Medio Oriente

Le tensioni tra Stati Uniti e Iran, riacutizzatesi nelle ultime ore, situazione che ha fatto schizzare le vendite di auto elettriche, hanno riportato il petrolio oltre la soglia degli 80 dollari al barile e innescato un aggiornamento dei prezzi alla pompa che si è manifestato con rapidità insolita. Il gasolio, stando alle prime stime, potrebbe subire rincari superiori ai 10 centesimi al litro nell’arco di una giornata, mentre per la benzina l’incremento si attesterebbe attorno ai 4 centesimi, una forbice che riflette le diverse dinamiche di approvvigionamento tra i due carburanti.
Tra i principali operatori le differenze restano contenute ma significative per chi confronta i listini prima di fare il pieno. Eni propone la benzina self a 1,86 euro e il gasolio a 1,95 euro, con il servito che sale rispettivamente a 2,06 e 2,17 euro al litro. IP si posiziona a 1,87 euro per la verde self e 1,95 per il diesel, portando il servito a 2,03 e 2,10 euro, mentre Q8 e Tamoil oscillano tra 1,85 e 1,94 euro al litro in modalità self per entrambi i prodotti. Le pompe bianche confermano medie allineate a 1,85 e 1,94 euro per benzina e gasolio self, con il servito che raggiunge 1,99 e 2,08 euro.

A rendere il quadro ancora più delicato è la tempistica di questi aumenti, arrivati appena una settimana dopo la scadenza del taglio delle accise fissata al 3 luglio. La misura era stata lasciata decadere in un momento in cui lo scenario internazionale appariva relativamente disteso, ma il deterioramento della situazione mediorientale ha rapidamente vanificato quella lettura.
Resta aperta la questione dell’asimmetria nei tempi di adeguamento, un meccanismo ormai noto per cui i rialzi delle quotazioni internazionali si trasferiscono quasi istantaneamente sui distributori, mentre i ribassi impiegano settimane a raggiungere gli automobilisti. Per famiglie e imprese che affrontano una stagione estiva già gravata da costi di mobilità elevati, ogni centesimo in più alla pompa si traduce in una pressione aggiuntiva sui bilanci quotidiani, proprio in vista delle vacanze estive.
