Un milione di auto elettriche vendute a giugno sembra un numero da festeggiare. Eppure, non lo è affatto. Un anno fa, nello stesso mese, le vendite erano cresciute del 7% e nel primo semestre 2026 il bilancio è ancora più netto: 4,73 milioni di unità, -13 punti percentuale sul 2025. La Cina resta il più grande mercato mondiale per i veicoli elettrici, ma il primato inizia a fare qualche scricchiolio.
I motivi non mancano e si sovrappongono in modo anche caotico. L’economia cinese tiene il fiato corto, i consumatori aspettano i ribassi, e i ribassi arrivano, ma non abbastanza in fretta. Nel frattempo Pechino ha ricalibrato la sua politica di sostegno: le sovvenzioni si assottigliano, l’esenzione dall’imposta sulle vendite per i produttori di veicoli elettrici sta per essere eliminata progressivamente.

Dal primo gennaio 2027, infatti, le agevolazioni fiscali su elettriche, plug-in hybrid e range extender verranno ridotte. Sul piatto restano risparmi da 360 a 660 yuan all’anno, tra i 45 e i 90 euro, una cifra che difficilmente sposta le decisioni d’acquisto di chiunque abbia già aspettato sei mesi sperando in un calo più consistente.
La redditività è un privilegio per pochi. BYD, Xiaomi e Leapmotor sono gli unici tre costruttori cinesi di veicoli elettrici che oggi generano profitti. Secondo AlixPartners, altri quattro potrebbero raggiungere il pareggio entro il 2030. Per tutti gli altri, la strada porta verso consolidamenti forzati o, più semplicemente, verso l’uscita dal mercato.

Se il mercato interno non tira, però, si guarda fuori. Le esportazioni cinesi di veicoli potrebbero chiudere il 2026 attorno ai 10 milioni di unità, con un balzo del 41% rispetto all’anno precedente. I mercati europei, sudamericani e del Sud-Est asiatico restano nel mirino, nonostante le barriere tariffarie che qualcuno, soprattutto a Bruxelles, ha alzato negli ultimi due anni.
L’industria che ha spinto più forte sulla transizione elettrica si ritrova a fare i conti con una domanda interna in frenata e con una platea di costruttori troppo numerosa per sopravvivere tutti. Ecco il significato di lotta darwiniana a basse emissioni di CO2.
