Batterie CATL, 1,8 milioni di chilometri e ricarica ultrarapida senza friggere

L’adozione diffusa da parte di CATL, che equipaggia Tesla, BMW, Stellantis e altri, significa che questo standard diventerà presto la norma.
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CATL ha appena annunciato di aver risolto l’ultimo grande alibi degli scettici dell’elettrico, ovvero quello delle batterie che si degradano troppo velocemente. Le nuove celle di ricarica ultraveloce del colosso cinese promettono di mantenere l’80% della capacità dopo 3.000 cicli completi, l’equivalente teorico di 1,8 milioni di chilometri. Più o meno la distanza che separa la Terra dalla Luna, andata e ritorno, quattro volte. O, per dirla in termini più comprensibili, abbastanza per attraversare l’Italia in lungo e in largo fino a non ricordare neanche da dove si è iniziato.

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Finora, il terrore condiviso tra automobilisti e ingegneri era che una ricarica ad altissima potenza avrebbe letteralmente cotto la chimica delle celle, trasformando le batterie in fermacarte.

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CATL sostiene di aver superato questo ostacolo grazie a tre innovazioni cruciali: un rivestimento catodico più denso per limitare il degrado strutturale, un additivo riparatore nell’elettrolita liquido capace di sigillare le microfratture, e agenti termosensibili sui separatori abbinati a un sistema di gestione della batteria (BMS) ottimizzato, in grado di dirigere il refrigerante verso le zone surriscaldate del pacco.

All’azienda cinese, dunque, hanno fatto quello che ogni ingegnere sogna di fare, ovvero risolvere un problema complesso senza dover ammettere che il problema originale era stato creato dai loro predecessori.

Le prestazioni dichiarate sono impressionanti anche in condizioni estreme. A 60 °C, le celle resistono comunque a 1.400 cicli, pari a oltre 800.000 km. Abbastanza per girare il mondo venti volte.

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Ma la vera portata di questa svolta tecnologica sta altrove: nella validazione del modello delle stazioni di ricarica elettriche. Fino a ieri, possedere un’elettrica senza garage era come vivere in un monolocale senza cucina: tecnicamente possibile, ma praticamente un incubo. Con le architetture a 800 V che consentono un recupero dell’80% in dodici minuti, e la garanzia che questa pratica non consumi prematuramente la batteria, i veicoli elettrici diventano finalmente un’opzione praticabile per chi vive in città o percorre lunghe distanze.

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Marchi come Zeekr e XPeng sfruttano già queste capacità, ma l’adozione diffusa da parte di CATL, che equipaggia Tesla, BMW, Stellantis e praticamente chiunque conti, significa che questo standard diventerà presto la norma, rendendo obsoleti i modelli attuali.