C’è un nome che, tra le auto stradali più estreme mai prodotte, pesa come un macigno, ovvero Black Series. Infatti, Mercedes-AMG ha deciso di farlo tornare, e lo fa nel momento più inaspettato, quando il mondo dell’auto sembra aver giurato fedeltà eterna ai kilowatt e alle batterie.
La nuova Mercedes-AMG GT Black Series è in arrivo, e già dal modo in cui AMG ha scelto di presentarla si capisce tutto: verrà svelata insieme alla nuova GT3 da corsa, fianco a fianco, quasi a voler dichiarare apertamente che tra le due la distanza è poco più che burocratica. Forse, solo il minimo indispensabile per l’omologazione stradale.

Non è una scelta casuale. La nuova generazione di AMG GT è stata concepita fin dall’origine con una vocazione da pista esplicita. La GT 63 PRO lo ha già dimostrato, mettendo pressione a rivali del calibro della Porsche 911 GT3 e della Maserati GT2 Stradale. Ma telaio e motore, come sanno bene gli ingegneri di Affalterbach, avevano ancora margini inesplorati. Ed è lì che nasce la Black Series: nello spazio tra ciò che è e ciò che può ancora diventare brutalmente omologato.
L’obiettivo dichiarato è superare l’eredità pesantissima della prima generazione, quella che fermò i cronometri del Nürburgring a 6:43.62, un tempo che ha riscritto la storia delle auto stradali sul tracciato più temuto del mondo. Superarlo è una sfida ai limiti del possibile.

Sotto il cofano batterà un motore V8 biturbo capace di oltrepassare quota 800 CV. La variante, col nuovo 4 litri M177 EVO, un’ulteriore evoluzione del precedente o una declinazione ibrida ispirata alla GT 63 S E-Performance da 816 CV, è l’ultimo segreto che AMG si tiene stretto, almeno per ora. Quello che è certo è il resto: aerodinamica da corsa, telaio affinato chirurgicamente, programma di alleggerimento spinto all’osso.
Questa, d’altronde, è un’auto costruita per distruggere un record e poi tornare a casa. Con la targa. Il Nürburgring aspetta.
