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Industria auto nel mondo: 35 milioni di vetture in più

Dati Anfia appena sfornati: nel 2018 la produzione mondiale ha toccato i 96,8 milioni di auto

Quanto produce l’industria auto nel mondo? La risposta la dà l’Anfia (filiera nazionale industria auto). Dal 2009 al 2018 sono stati prodotti 35 milioni di vetture in più, con un tasso medio composto del 5,1%. Nel 2018 la produzione mondiale ha toccato i 96,8 milioni di macchine, risultando in calo dell’1,1%, e a questa produzione è corrisposta una domanda di 94,9 milioni di autoveicoli (-0,8%).

Industria auto nel mondo: obiettivo, basse emissioni

Tutti i Paesi del mondo registrano un’offerta di modelli a bassissime emissioni, che si amplia di anno in anno ed è sostenuta da politiche incentivanti. Da una parte, le Case auto si sottraggono alle multe delle istituzioni qualora le emissioni fossero superiori al dovuto. Dall’altra, vanno incontro ai desideri dei consumatori. Il tutto rientra nell’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile sottoscritta dai Paesi dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Cina, che crescita nell’industria auto

La Cina è il primo Paese produttore del mondo di auto (con il 28,7% del “fabbisogno” mondiale), seguita da USA (11,7%), Giappone (10%) e Germania (5,7%). È in peggioramento la produzione globale di autoveicoli nel 2019, che dovrebbe chiudere con un calo attorno al 4%. La Cina nel dicembre 2001 ha fatto il suo ingresso nel WTO (L’Organizzazione mondiale del commercio): da allora, è balzata dall’ottavo al primo posto tra le economie del mondo. Nel 2018 la produzione di auto registra il primo calo da vent’anni: -5% rispetto al 2017 con oltre 23 milioni di unità.

Industria auto, quale futuro

Secondo le proiezioni di Fitch Solutions a settembre 2019, la produzione globale di autoveicoli è prevista superare entro il 2023 la soglia dei 103 milioni di unità: siamo a 6 milioni in più rispetto al 2018. Nel 2023 diminuirà il peso della produzione di auto nell’area storica di produzione (USA, Canada, Giappone ed Europa Occidentale). Ma anche in Cina ci sarà un assestamento attorno ai volumi produttivi degli ultimi anni. La produzione per area dipenderà da tre fattori.

  • La domanda di auto, in crescita soprattutto nei Paesi emergenti dell’Asia, del Sud America e dell’Europa centro-orientale.
  • Gli investimenti pubblici e privati sulle nuove tecnologie (auto elettrica, auto connessa e a guida autonoma).
  • L’’urgente rinnovo dei parchi circolanti nei Paesi maturi, per raggiungere una mobilità sostenibile.

Diesel in Europa: le vendite

Dopo il Dieselgate del 2015, il motore a gasolio è andato ko. In Europa, nel 2018 continua ad assottigliarsi la quota delle auto diesel. Registrando una flessione del 18,4% a 5,52 milioni di immatricolazioni. Con una quota del 35,6% sul volume complessivo delle vendite. Il bilancio 2018 delle auto diesel registra le seguenti flessioni per i cinque major markets europei: UK -30%, Spagna -21%, Germania -17%, Francia -15%, Italia -12%.

Paradosso emissioni con meno diesel

Occhio però.  Gli effetti del calo della domanda di auto diesel si è concretizzato già nel 2017 con un aumento delle emissioni medie complessive di CO2 delle nuove auto vendute. Un paradosso. Dovuto all’aumento delle vendite di auto a benzina, che hanno livelli emissivi di CO2 più alti rispetto alle versioni diesel. L’aumento delle vendite di auto ad alimentazione alternativa non è sufficiente a contenere l’aumento delle emissioni di biossido di carbonio. Comunque, nei primi 9 mesi del 2019 il mercato auto ad alimentazione alternativa conquista il 10% di quota, grazie a una crescita dei volumi del 34%. Le istituzioni ne devono tenere conto: se elimini il diesel, non elimini in automatico il demonio inquinamento.

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