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Evasione Rc auto: la strada per il risarcimento

È nei guai chi viene tamponato da un’auto senza Rca è nei guai. Faticosa la procedura per ottenere il risarcimento

L’evasione Rc auto in Italia è un fenomeno da paura: si stima, infatti, che nel 2018 i veicoli privi del tagliando sulle strade fossero 2,7 milioni. Sono i numeri appena sfornati dall’Ania (Associazione assicurazioni). Contro questa pratica, a dicembre 2018 la Fondazione Ania e il Servizio Polizia Stradale hanno siglato un protocollo di collaborazione. Che ha sancito l’avvio del progetto “Plate Check”. Obiettivo: il monitoraggio, la prevenzione e il contrasto all’evasione assicurativa. Il progetto ha previsto la fornitura ai compartimenti della Polizia Stradale di 120 kit Street Control per 36 mesi. La Polizia Stradale ha posto questo tipo di servizio tra quelli ad alto impatto e quindi da considerarsi prioritario.

Evasione Rc auto: quale prevenzione

A gennaio 2019 è stata completata la formazione degli agenti coinvolti e la distribuzione dei 120 sistemi “Street control”. Con particolare attenzione alle 29 province individuate dall’Ivass (autorità di vigilanza) come a maggior rischio. Tra gennaio e agosto 2019 sono stati effettuati 4.250.256 controlli, che hanno permesso di individuare 79.258 veicoli non assicurati (e 110.775 sprovvisti di revisione). Per contrastare tale allarmante piaga sociale, sarebbe certamente molto efficace l’emanazione del decreto ministeriale di omologazione dei sistemi di rilevazione a distanza. Rafforzerebbe il prezioso lavoro di controllo su strada svolto dalle Forze dell’Ordine. Si beccherebbero, tramite autovelox e telecamere delle Zone a traffico limitato, le auto senza Rca. Ma è tutto fermo: l’Italia fa poco per la sicurezza stradale nei fatti, mentre la politica fa tanto a parole.

Subire un incidente da un’auto senza Rca: che fare

Le auto senza Rca sono mine vaganti. Se causano un incidente, la vittima non può chiedere i soldi tramite la solita procedura veloce. Serve invece rivolgersi al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, istituito con legge 990 del 1969. È amministrato, sotto la vigilanza del ministero dello Sviluppo economico, dalla Consap (Concessionaria servizi assicurativi). I passi sono 5:

  • generare il modulo di richiesta di risarcimento;
  • compilare on line il modulo così generato in tutte le sue parti;
  • stampare il modulo compilato in doppia copia e firmarlo;
  • inviare per raccomandata la prima copia del modulo firmato, con tutti gli allegati, all’impresa designata competente;
  • mandare la seconda copia del modulo firmato all’indirizzo pec richiestedirisarcimento@pec.consap.it.

Richiesta al Fondo vittime: ecco il modulo

Riportiamo quanto dice il Fondo vittime: serve massima precisione. Il modulo di richiesta elettronico è costituito da:

  • una intestazione, nella quale sono indicati l’indirizzo dell’impresa cessionaria competente e l’indirizzo di Consap;
  • un oggetto, riportante la tipologia di sinistro selezionata in fase di generazione del modulo;
  • una sezione Richiedente, riportando le generalità del richiedente, l’indirizzo e a che titolo si presenta la domanda di risarcimento;
  • una parte Sinistro, da compilare obbligatoriamente in tutte le sue parti riportando la data, il luogo e le modalità di accadimento del sinistro;
  • una categoria Veicolo danneggiante, presente laddove il tipo di sinistro lo preveda (con le informazioni in possesso del richiedente);
  • un riquadro Danni a cose, presente laddove siano avvenuti danni a cose, da compilare fornendo il tipo e la targa dell’eventuale veicolo danneggiato;
  • una o più sezioni Danneggiato, presente laddove siano avvenuti danni a persone, da compilare obbligatoriamente fornendo le generalità e l’indirizzo di residenza di ogni persona danneggiata;
  • una sezione di Dichiarazione, nella quale sono da indicare obbligatoriamente il numero totale di persone danneggiate, il numero dei documenti che si allegano alla richiesta, la data della richiesta e il nome e il cognome del richiedente che firma la richiesta.