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Attestato di rischio digitale Rc auto: 10 cose da sapere

Compie 5 anni questo documento. Facciamo un bilancio per chi guida

L’attestato di rischio digitale Rc auto compie 5 anni. È un documento fondamentale per gli assicurati italiani perché rappresenta un po’ la pagella degli automobilisti: riporta i voti di chi paga la polizza annuale.

1) Cosa indica l’attestato di rischio

Come ricorda l’Ania (l’associazione nazionale delle imprese assicuratrici), l’attestato di rischio è un documento fondamentale. Certifica la storia assicurativa, il curriculum del proprietario della vettura: è indispensabile per assicurare qualsiasi veicolo. Ma perché fa 5 anni? Perché grosso modo nell’estate del 2015 non è più cartaceo ma digitale, quindi non viene più rilasciato in mano agli assicurati ma è consultabile sui siti Internet delle compagnie. C’è una pagina specifica per ogni cliente. O si può fare richiesta nella banca dati gestita dall’Ania sotto il controllo dell’Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni).

dati riportati nell’attestato di rischio sono i seguenti:

  • L’elenco e il numero dei sinistri registrati nei 5 anni precedenti;
  • La classe merito di provenienza e attuale del contraente;
  • La classe di conversione universale o classe universale (cu);
  • I dati anagrafici del contraente;
  • Le informazioni relative al veicolo assicurato, come la targa e il modello;
  • Il numero della polizza;
  • L’indicazione della compagnia assicurativa che ha prodotto il documento.

2) La classe nell’attestato

L’attestato di rischio digitale Rc auto contiene i dati del mezzo, i dati dell’assicurato, la storia di incidenti e la classe bonus malus. Ricordiamo che si parte nella quattordicesima classe, quella all’ingresso. Per ogni incidente che si causa si peggiora di due classi; quando invece non si provocano incidenti si migliora di una classe. Nel primo caso c’è il malus. Nel secondo caso c’è il bonus. Nel primo caso sicuramente si paga di più la polizza assicurativa; nell’altro, almeno in teoria, non dovrebbero esserci batoste. Ecco quindi perché si parla di pagella: perché la classe bonus malus è il voto dato all’automobilista. Più il guidatore è bravo, più ci sono bonus e meno paga. Invece meno il guidatore prudente, più fa incidenti, più ci sono malus e più il guidatore paga.

3) Attestato di rischio dinamico che cos’è

Nel 2018 è arrivato l’attestato di rischio digitale Rc auto dinamico che ha sostituito quello tradizionale: contiene i dati dell’auto, dell’assicurato, la storia degli incidenti, la classe bonus malus ma soprattutto riporta i sinistri denunciati in ritardo. I cosiddetti sinistri tardivi e pagati nei 5 anni precedenti. Permette così alle assicurazioni di avere la situazione sotto controllo. Infatti l’attestato di rischio dinamico è contro le truffe e contro i furbetti: c’era chi denunciava l’incidente degli ultimi due mesi dell’anno e quindi riusciva a non subire il malus, come se fosse un automobilista virtuoso. Veniva capovolto il sistema. Le regole venivano furbescamente neutralizzate. Con l’attestato di rischio dinamico, a ogni incidente c’è il malus. Sia che si resti con stessa compagnia sia che si vada in un’altra assicurazione.

4) Che cos’è la sinistrosità pregressa?

È la pagella dell’assicurato contenuta nell’attestato di rischio dinamico: registra i sinistri causati nell’ultimo quinquennio. Si tratta sia di incidenti con responsabilità esclusiva, cioè al 100%, sia con quelli con colpa principale (per esempio al 99%), sia quelli con colpa paritaria (cioè al 50%, si chiama concorso di colpa).

5) Sinistro tardivo: che cos’è

È un incidente denunciato in ritardo, spesso dopo oltre un anno. E pagato dalla compagnia negli ultimi 60 giorni di un contratto Rca o addirittura dopo la scadenza. Quindi se l’assicurato cambia compagnia e denuncia l’incidente tardivamente, di fatto non scatta la registrazione nell’attestato di rischio: sì al bonus e niente malus. Una beffa da parte dei furbetti: l’attestato dinamico stronca le velleità di chi vuole mettere in atto questo comportamento scorretto e malafede. Che è ora assolutamente impossibile da tenere.

6) Ania e Ivass contro le truffe

In 5 anni c’è stata quindi una rivoluzione, grazie anche ad Ania e Ivass. Prima aveva l’attestato di rischio cartaceo che poteva essere alterato dai truffatori. In più c’erano i sinistri tardivi che inquinavano la pagella. Adesso con l’attestato di rischio dinamico digitale tutto questo non è più possibile. Le truffe sono stroncate a beneficio delle tariffe e del contenimento dei costi.

7) Codice IUR, di che si tratta

È l’identificativo univoco di rischio. Un codice personale, che semplifica la ricostruzione della vita assicurativa, rende identificabile la persona da parte di tutte le compagnie. Però attenzione: è vero che la Rc auto è legata anche al soggetto ma se un proprietario ha più veicoli, deve avere più un IUR. Uno per ogni auto, uno per ogni moto. Anche grazie agli IUR la procedura per ottenere le informazioni su incidenti tardivi è molto più rapida.

8) Ma come va fatta la denuncia di sinistro?

A proposito di attestato di rischio, è molto importante fare bene la denuncia di sinistro. Dopo l’incidente i guidatori delle auto coinvolte devono informare il proprio assicuratore. Se vogliono possono avvalersi del modulo blu, detto anche modulo di constatazione amichevole o modulo CAI: lo prevede l’articolo 143 del Codice delle assicurazioni. L’incidente deve essere denunciato entro 3 giorni da quello in cui si è verificato.

9) Modulo blu, perché ci aiuta

Nel modulo blu possiamo indicare le targhe dei due veicoli coinvolti, i nomi degli assicurati delle compagnie, la descrizione della dinamica del sinistro, la data dello stesso, e poi ci può essere la firma dei due conducenti o assicurati. O di uno, o di nessuno. Con due firme, risarcimento rapido: ecco perché meglio la sottoscrizione di entrambi. Tutto questo inciderà sull’attestato di rischio, perché in questo documento verrà indicato se l’automobilista ha causato un incidente oppure no.

10) Certificato di assicurazione digitalizzato

È stato digitalizzato non solo il certificato di rischio ma anche il certificato di assicurazione. L’Ivass lo ha deciso all’inizio del 2016: ha eliminato la norma secondo la quale c’era la consegna del certificato di assicurazione cartaceo originale. L’authority ha stabilito la possibilità per tutte le imprese di trasmettere il certificato: basta il consenso espresso del contraente. Lo può fare attraverso la posta elettronico. Quindi il ministero dell’Interno ha stabilito che in sede di controllo da parte delle forze dell’ordine il certificato di assicurazione digitale può essere esibito agli organi di Polizia stradale.