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È PSA ad aver comprato FCA secondo Riccardo Ruggeri (ex di Fiat)

C’è un’interessante analisi sul recente accordo tra FCA e PSA a firma dell’ex Fiat Riccardo Ruggeri

Fusione FCA PSA

C’è un’analisi su FCA-PSA comparsa in questi giorni su Zafferano News, a firma del saggista e fondatore dello stesso settimanale, Riccardo Ruggeri che è stato anche top manager in casa Fiat, in grado di chiarire le posizioni dei due grandi gruppi che si sono accordati in queste settimane. Volendo essere sinceri, lo stesso Ruggeri già nel 2017 esprimeva sul suo settimanale le sue posizioni e fissava certi scenari su probabili unioni tra FCA e PSA.

Secondo Ruggeri l’accordo tra PSA e FCA è “l’ultimo atto della strategia concepita, in modo impeccabile, da Sergio Marchionne nel 2009 e sempre dichiarata: focalizzarsi esclusivamente sugli interessi degli azionisti”. Ruggeri prosegue poi dicendo che nel giro di 10 anni FCA ha prima scorporato CNH e poi Iveco, poi anche Ferrari e poi ha incassato 6 miliardi dalla vendita di Magneti Marelli e poi “il cash ottenuto per la vendita di FCA”. Bisogna pure ricordare che Moody’s nel 2009, come ricordato ancora da Ruggeri, certificava che Fiat Auto era un’azienda “tecnicamente fallita”.

FCA dopo il 2009

Nel suo articolo Ruggeri fissa ancora al 2009 la riconosciuta data del salvataggio di Chrysler e Fiat, grazie “ai quattrini e alla volontà politica del Presidente degli Stati Uniti Obama e alle eccezionali capacità di Sergio Marchionne”. Di certo non la stessa perspicacia mostrata dai governi italiani che “si guardarono bene dal fare come Obama (“nazionalizzare per poi privatizzare”, mantenendo però “governance, cervelli, lavoro” in Usa)”.

Riccardo Ruggeri Fiat foto 2018
Riccardo Ruggeri

Il 2009 può quindi essere considerato come il punto finale di una perdita definitiva della “centenaria industria dell’auto” secondo Ruggeri. Bisogna quindi prendere atto che oggi “ci sono rimasti quattro stabilimenti di montaggio in croce, il cui destino è nelle mani dell’acquirente francese”. Sebbene fino ad oggi non si sia mai parlato di chiusura o esuberi.

Ecco perché PSA ha comprato FCA

Sebbene tutti parlino di un accordo tra le parti, un accordo definito anche alla pari, ancora secondo Ruggeri “quando il compratore liquida al venditore un cedolone da 5,5 mld per la governance è fatta. Alla chiusura di martedì 29 ottobre FCA valeva 18,5 mld, Peugeot 22,6. Sottraendo da FCA i 5,5 mld del cedolone e il valore di Comau (0,25 mld) e da Peugeot il valore di Faurecia (2,7 mld) si arriva alla capitalizzazione teorica di mercato, rispettivamente di 20 mld per Peugeot e di 13,25 per FCA”.

È questo il quadro che secondo Ruggeri chiarisce che “Peugeot si è comprato FCA” peraltro “pagando un premio del 25-32%”. Il quadro diventa ancora più chiaro quando Ruggeri fissa le intenzioni di Peugeot (PSA) che avrebbe comprato FCA per scopi espansionistici verso l’America. Ecco che quindi “Peugeot ha comprato un’azienda americana (FCA) perché era interessata al mercato americano e ai brand Jeep-RAM (ricordo che una banca d’affari aveva rilevato che a fronte di una capitalizzazione di borsa di 20 mld $, Jeep/Ram da soli ne valevano 23, ergo gli altri marchi, Fiat, Alfa, Maserati, etc. erano a patrimonio negativo)”.

Il fatto poi che il reale quartier generale di PSA-FCA si troverà a Parigi, con a capo Carlos Tavares, può fare pensare che “il management ex FCA dovrà riconoscere la leadership di Carlos Tavares o uscirà dall’accordo”.

Gli stabilimenti francesi (quindi) prima di tutto

L’analisi di Ruggeri volge anche sul privilegio che otterranno certi stabilimenti, più di altri. “Avendo pagato il premio, verranno privilegiati piattaforme e stabilimenti francesi e dovranno rispettare gli impegni presi con Angela Merkel e IG Metall: nessun licenziamento in Opel fino al 2023”. E se quindi questo si ripercuoterà sulla questione degli stabilimenti italiani e degli occupanti? Al momento non lo sappiamo.

Questo aspetto è spiegato in questo modo: “Il giochino comunicazionale sarà il solito: si parte con dichiarazioni roboanti: “Nessuna chiusura”, mentendo sapendo di mentire, per poi seguire la nota strategia del carciofo. Ci vengano solo evitate le sceneggiate stile Whirpool. La modalità di selezione delle chiusure riguarderà pure i siti dedicati ai diesel”.

L’articolo di Ruggeri si conclude poi con questa frase: “ora la cessione a Peugeot certifica la chiusura definitiva del dossier Fiat Auto”. Di certo non augurio, ma una costatazione che forse le cose non stanno andando proprio per il verso giusto. Ma per avere ragione bisognerà aspettare, magari tra qualche anno rivaluteremo il pensiero di Ruggeri e capiremo se avrà assolutamente ragione. O meno.

Fonte: Zafferano News