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Ferrari, Antonio Fuoco: “Il mio lavoro al simulatore”

Il giovane pilota calabrese commenta il servizio svolto alla corte del Cavallino

Antonio Fuoco e Charles Leclerc sulle monoposto Ferrari

La chiamata in Ferrari risale allo scorso febbraio, quando, attraverso un comunicato stampa, Ferrari ne ufficializzò il nome come Development Driver. Antonio Fuoco, incaricato a lavorare al simulatore della monoposto con Wehrelin, Hartley e Rigon, ha rafforzato il legame già intercorrente in quel di Maranello. Oltre che impegnato in Formula 1, attraverso questo ruolo invisibile ma fondamentale per la scuderia, ha offerto convincenti prove in pista, tra i protagonisti assoluti del Campionato Italiano Gran Turismo 2019.

Il driver calabrese ha aggiunto nella bacheca personale un titolo, quello di campione nella categoria PRO-AM nella serie Sprint, in coppia con Sean Hudspeth. Inoltre, Antonio Fuoco ha affiancato Stefano Gai di Scuderia Baldini nell’appuntamento conclusivo della Serie Endurance, tenutasi al Mugello. Il suo apporto ha consentito al collega milanese di aggiudicarsi la corona di Campione Italiano Gran Turismo serie Endurance (PRO).

Ferrari: la carriera di Antonio Fuoco

Antonio Fuoco, classe 1996, ha origini calabresi e ruota attorno all’orbita del Cavallino Rampante essendo uno dei talenti in erba della Ferrari Driver Academy, il florido vivaio nel quale è entrato il  sette anni fa, dopo essersi messo in luce grazie ai notevoli miglioramenti ottenuti nella categoria KF2 dei kart e nella Formula Abarth, oltre ad aver regolato la concorrenza nel primo Supercorso CSAI (ora Aci Sport)-FDA.

Nella sua pur giovane carriera, Fuoco ha pure corso nella Formula Renault 2.0 Alps, dove ha trionfato all’esordio nel 2013, salendo i vari gradini che dalla Formula 3 targata FIA l’hanno condotto in GP3 (terzo assoluto nel 2016) per poi venire promosso nel 2017 in Formula 2. Dato sfoggio del proprio talento con team quali Prema, Carlin e Trident, nel 2018 approda alla corte della Charouz Racing System. Durante la passata stagione, si dimostra il più veloce di tutti in due appuntamenti: a Montecarlo e ad Abu Dhabi (ultimo GP), sempre in Gara 2. In aggiunta, sei podi ed il settimo posto finale nella classifica generale di fine stagione.

Dati gli ottimi risultati conseguiti, fa il salto nella serie delle monoposto elettriche, la Formula E, reclutato nel team Geox Dragon come pilota di riserva, dopo essere stato in lizza sino agli ultimi istanti per accaparrarsi il sedile ufficiale. A inizio anno, naturalmente con Geox Dragon, ha disputato i rookie test in Marocco, successivamente all’ePrix di Marrakech.

Il quartetto operativo

L’investitura di Development Driver evidenzia ancor più la dirompente ascesa di Antonio Fuoco. Per Scuderia Ferrari Mission Winnow contribuisce allo sviluppo virtuale della monoposto assieme ad altri tre colleghi. I dirigenti di Maranello lo hanno, infatti, selezionato insieme ad altri tre interessanti prospetti, a cominciare da Pascal Wehrlein, già campione DTM nel 2015 e attualmente pilota ufficiale nella Formula E in Mahindra (nell’ePrix di Santiago del Cile, in questo campionato, ha centrato pure un ottimo secondo posto in gara).

E ancora Brendon Hartley, un nome familiare agli appassionati della classe regina del motorsport, impegnato con Toro Rosso nel biennio 2017-2018, tuttavia noto principalmente per i suoi successi nell’endurance, vedi le due affermazioni iridate nel 2015 e 2017 nel FIA WEC, oltre ad essersi portato a casa il primato nella 24 Ore di Le Mans nell’anno del suo ultimo trionfo mondiale. Quarto e ultimo professionista impiegato al simulatore Ferrari, Davide Rigon, pilota titolare ufficiale del sedile Ferrari nel Gran Turismo; il thienese è oltretutto già da alcuni anni all’opera sul simulatore del Cavallino, mentre con il team AF Corse ha conquistato, a bordo della 488 GTE, una serie di vittorie nel FIA WEC. Contattato da Motorsport per un’intervista, Antonio Fuoco analizza gli ultimi mesi e illustra la funzione ricoperta in Ferrari.

Le impressioni di Antonio Fuoco

Impressioni sulla stagione nel GT Italiano. “Credo che come prima stagione nel mondo del GT sia stata un’annata abbastanza positiva, l’obiettivo principale a inizio campionato era quello di fare più chilometri possibili in un mondo per me completamente nuovo e di portare a casa il titolo della classe Pro-Am. Ho avuto l’opportunità di salire in macchina per l’ultima gara del campionato endurance, e questo mi ha permesso di fare ancora più esperienza contribuendo anche alla vittoria in campionato per Stefano Gai”.

Sensazioni a guidare una monoposto e una GT. “Credo che dal mondo delle monoposto rispetto a quello del GT ci sia abbastanza differenza: la prima cosa nel GT é che quasi sempre devi condividere la vettura con un compagno, e quindi è importante trovare un giusto compromesso che vada bene a tutti e due, inoltre lo stile di guida è molto diverso rispetto alla monoposto di una qualsiasi formula. La differenza fondamentale però sta nella continuità di prestazione. Devi cercare di fare meno errori possibile e di arrivare sempre alla fine, perché le gare sono quasi sempre molto lunghe e può succedere di tutto. Credo che in questo senso un buon esempio ce l’abbia offerto la gara del Mugello”.

La stagione con Sean Hudspeth e il lavoro al simulatore in F1

La stagione con Sean Hudspeth: cosa potevano migliorare e come egli è cresciuto. “Credo che la mia stagione con Sean sia stata piuttosto positiva. Hudspeth è cresciuto tantissimo dall’inizio della stagione sopratutto nella gestione della gara e credo che e nelle ultime gare abbia dimostrato di essere un pilota di classe Am molto forte”.

Il lavoro al simulatore in F1. “Il mio lavoro al simulatore è quello di cercare di aiutare la Scuderia nello sviluppo della monoposto. A me personalmente in questi anni ha aiutato tanto nella crescita come pilota e sono molto onorato di aver avuto questa possibilità da parte della Ferrari”.

Prime impressioni sulla nuova 488 GT3, da poco presentata. “Non ho avuto ancora il piacere di vedere la nuova 488 GT3 dal vivo, ma credo che la base sia già molto buona. Di sicuro sarà stata ulteriormente migliorata per cui non vedo l’ora di provarla”.

Simulator driver: perché è sempre più importante in Formula 1

Ma perché il ruolo di simulator driver nella Formula 1 moderna rappresenta un’importante opportunità? E quanto incide? Tanto, ben più di quanto si possa immaginare, per questo che i top team stanno destinando ingenti somme nella factory utili a modernizzare la struttura prima che dal 2021 scattino i limiti imposti dalla FIA (175 milioni di dollari). E allora c’è chi agisce sui sistemi del CFD, chi revisione la galleria del vento e chi, la Ferrari ad esempio, vara il piano per l’innovazione nel simulatore: non più il “ragno” sospeso che si sposta mediante gli attuatori idraulici, bensì un impianto con una sorta di slitta in uno spazio più contenuto più preciso nei dati forniti.

A Maranello stanno cercando il candidato ideale in grado di partecipare allo sviluppo del nuovo simulatore, lo stesso percorso intrapreso da Mercedes e Red Bull. Nonostante Antonio Fuoco e Davide Ragion siano due tester affidabili nel campo, occorre guardarsi intorno per trovare un driver esperto capace di accelerare lo sviluppo del nuovo e modernissimo simulatore utile a permettere un netto salto di qualità del Reparto Corse.

Ferrari accostata a Kubica

Pascal Wehrlein e Brendon Hartley lasceranno, desiderosi di tornare a correre stabilmente: il primo in Formula E, il secondo nelle gare di durata. Servono, insomma, rinforzi, qualcuno stimato dalla squadra e dagli stessi piloti che possono beneficiare dei benefici effettivi di una corretta messa a punto. A una simulazione talvolta balbettante nel via libera della Rossa prima dell’approdo in pista, corrisponde spesso una pronta risposta dei tecnici operanti a casa fra venerdì e sabato. Qualcuno avanzava l’idea ipotesi Hulkenberg al ruolo di terzo pilota Ferrari, un’ipotesi piuttosto remota (costa parecchio), mentre l’idea Kubica pare fondata.

Il polacco della Williams, eccellente collaudatore, potrebbe assolvere a un doppio incarico: terzo pilota Haas e il simulator driver Ferrari. La squadra americana conterebbe su un supporto tecnico nettamente superiore a quello di Romain Grosjean e Kevin Magnussen, i due piloti confermati; il team di Maranello farebbe leva sull’esperienza di uno che ha svolto diverse sessioni sul simulatore Mercedes. In caso di passaggio alla Haas, Robert Kubica arriverebbe con lo sponsor personale, ragion per cui dovrebbe prendere il volante in varie sessioni di FP1 nonché dei test. L’accordo andrà magari in porto qualora gli si conceda di pilotare anche la Ferrari 2020 in un test, per avere la corretta correlazione fra il reale e il virtuale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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