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Siamo al capolinea per Alfa Romeo?

Siamo di fronte ad un ulteriore cambio di programma in casa Alfa Romeo. Il nuovo piano rappresenta la scelta giusta per il futuro del marchio?

Logo Alfa Romeo

Nonostante le diverse possibilità di interpretazione, il recente annuncio che ha fissato lo stop alle due sportive di Alfa Romeo in arrivo, GTV e 8C, non è sicuramente una bella notizia. Inoltre ulteriori informazioni, provenienti dall’estero, fanno pensare che anche la 4C verrà presto messa da parte e non sarà più disponibile in alcuni Paesi europei. Queste variazioni arrivano dopo qualche giorno dall’accordo tra FCA e PSA e segnano ad onor del vero un duro colpo per quel marchio che un tempo rappresentava la risposta tutta italiana alla tedesca BMW.

Alfa Romeo è l’unico marchio di FCA a poter competere con le tedesche

Si è parlato per molti anni di riportare Alfa Romeo ai fasti di un tempo. Oggi, con lo schema a 13 marchi prospettato dal recente accordo FCA-PSA, Alfa Romeo è l’unico brand in grado di riuscire a competere col trittico premium a matrice tedesca: le solite Audi, BMW e Mercedes-Benz.

Alfa Romeo Giulia

Non può farlo Maserati perché rappresenta un marchio fortemente esclusivo. Non ci riuscirà Citroën e nemmeno Peugeot e Opel. Chrysler nemmeno a parlarne. Soltanto Alfa Romeo ha l’eredità di un marchio in grado di sfidare le tedesche oggi sono le principali protagoniste del segmento premium a due volumi. Il prestigio del marchio c’è e la volontà di riuscire a produrre una variegata gamma di vetture, sotto lo stesso tetto.

Non bisogna quindi commettere errore perché Alfa Romeo è un marchio storico, lo è quanto Ferrari. Alfa Romeo, per esempio, ha vinto il primo campionato mondiale di Formula 1. Però già dagli Anni ’80 l’Alfa Romeo non è più stata quella di una volta e i tedeschi sono rimasti un miraggio.

Il piano di giugno 2018 sembrava promettente

Il piano per Alfa Romeo presentato a giugno 2018 da FCA sembrava di ottime prospettive. Sicuramente si trattava di una delle proposte più interessanti ed ambiziose promosse da FCA per un rilancio concreto di Alfa Romeo.

Vediamo di seguito quali erano i punti principali del piano:

  • Nuova GTV: una coupé basata sulla piattaforma Giorgio della Giulia, ma equipaggiata con un V6 twin-turbo da 450 kW con e-boost ibrido
  • Nuova 8C: sportiva con motore centrale e vasca in fibra di carbonio, equipaggiata con doppio turbocompressore per competere con Audi R8, Mercedes-AMG GT, BMW M8 e Porsche 911
  • Nuovo SUV di grandi dimensioni: per competere con Audi Q7, BMW X5 e Mercedes GLE
  • Versioni a passo lungo di Giulia e Stelvio
  • Aggiornamento della Giulietta
  • Sei modelli ibridi plug-in come parte di un nuovo programma di elettrificazione

All’interno del piano non c’era traccia della Tonale o nemmeno del SUV di segmento B probabilmente annunciato in questi giorni per sopperire allo stop di GTV e 8C. Anche se pare più plausibile la loro inclusione già nel piano quinquennale. Si sarebbe potuto trattare di una gamma completa in grado di fornire ad Alfa le giuste carte per competere con le tedesche. Sembra però che oggi il budget dedicato alla Casa del Biscione sia stato ridotto avendo già investito parecchio su Giulia, Stelvio e Tonale.

Alfa Romeo Tonale

L’inversione di tendenza sembra giustificata dalla volontà di eliminare una qualsiasi sovrapposizione con altri marchi del Gruppo (quali?).

Le vendite sono poche

In effetti non esistono altri marchi nel nuovo asse FCA-PSA che possono giustificare tale cambio di marcia. Sembra più che altro che FCA abbia voluto tirare la corda. GTV e 8C quindi potrebbero essere le vittime sacrificali di questo cambio di passo. Oggi nonostante gli investimenti su Giulia e Stelvio siano stati consistenti, la clientela non è risultata mai particolarmente attratta. In Europa, l’Alfa Romeo ha venduto soltanto circa 83.000 veicoli nel 2018.

È chiaro anche che GTV e 8C non avrebbero rimpolpato i numeri deludenti, ma l’obiettivo non era di certo questo. Non lo è per nessuna vettura sportiva. Il motivo per cui le case automobilistiche spendono nello sviluppo di vetture sportive a basso volume è da ricercare nell’effetto positivo che queste vetture creano per il brand. Vetture di questo tipo aiutano a stimolare l’interesse per un determinato marchio.

La 8C avrebbe agito come un faro per tutti gli acquirenti premium che per Alfa Romeo significava mettere mano al business. Quindi cosa rimane? Entro il 2022 la gamma Alfa Romeo dovrebbe assomigliare a questa:

  • Tonale
  • SUV di segmento B
  • Stelvio
  • Giulia

Tutto qui

È tutto qui. Quattro modelli, nessuno dei quali è abbastanza entusiasmante da rilanciare il marchio. Certo, oggi ha senso espandere la gamma verso i SUV in un momento in cui le vendite di questa tipologia di vetture cresce senza alcun rallentamento. Ma un marchio premium come Alfa Romeo non può sopravvivere con una gamma così limitata.

Giulia e Stelvio

Dove sono le speranze per Alfa Romeo? Oggi FCA-PSA potrebbe tornare a sfruttare la piattaforma, già sviluppata, della Giulia. Ma potrebbe anche ammortizzare i costi di sviluppo agendo su una gamma più ampia di veicoli da condividere su più marchi (un po’ come fa già Volkswagen). Si potrebbe salvare così Alfa Romeo. Ma se non si comincia mai, o se la strategia è quella di far diventare Alfa Romeo un aggregatore di SUV, saremo sempre lontani dal far tornare Alfa Romeo il marchio premium che è sempre stato.