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Formula 1, regolamento 2021: la deadline slitta ancora?

Le parti appaiono ancora distanti

Formula 1

Fra due anni la Formula 1 andrà probabilmente incontro a una rivoluzione. Tuttavia, la deadline di giugno per dettare le nuove regole non è stata rispettata, rimandata al prossimo 31 ottobre. E occhio: la possibilità dell’ennesima fumata grigia è concreta, soprattutto se si analizzano le posizioni, dicotomiche, delle scuderie.

Mentre l’anno prossimo rimarrà in vigore lo stesso corpus normativo, per il 2021 sono in discussione varie modifiche, che, laddove trovassero conferma, trasformerebbero radicalmente le monoposto. Dalla FIA sollecitano profondi cambiamenti, necessari, secondo l’organo federale, a innalzare la competizione e a favorire i sorpassi; molti team però dissentono.

Tra le più contrarie, una Ferrari che si avvale del diritto di veto alla iper-standardizzazione delle componenti. La Mercedes spinge verso un congelamento tecnico, così da comandare ancora nell’era turbo-ibrida. Questione di interessi politici ed economici. Forse, faranno nuovamente slittare a data da destinarsi la fatidica votazione. Ecco le dichiarazioni proferite negli ultimi mesi dalle squadre principali e dalla proprietaria del Circus, Liberty Media,

Formula 1 2021: le opinioni dei team

Mattia Binotto (team principal Ferrari)

“Fin dall’inizio abbiamo sempre sottolineato di essere contrari alla standardizzazione (delle componenti tecniche) e sento che si stia andando troppo in quella direzione. Perché siamo contrari? Perché crediamo che il DNA di questo sport sia la competizione, e la standardizzazione è concettualmente contro questo spirito. In secondo luogo, standardizzare non significa risparmiare denaro, perché comunque devi riprogettare la tua monoposto ed alcune delle tue componenti che si interfacceranno con il nuovo componente ‘standard’, e questo ha un impatto anche sull’aspetto economico. Quindi non sono sicuro che il bilancio finale sia positivo.

Crediamo che ripartendo da zero possano sorgere conseguenze indesiderate, quindi il livello di rischio è molto alto. Il secondo motivo è che riteniamo l’aerodinamica come un fattore in grado di differenziare le prestazioni. E se il livello di restrizioni si confermerà molto elevato, di fatto non sarà più cosi. Vorremmo che la Formula 1 resti uno sport, e come tale non dovrebbe essere trasformato in uno spettacolo, se diventasse solo uno show avrebbe le gambe corte”.

Frédéric Vasseur (team principal Alfa Romeo Racing)

“Temo che dovremo investire milioni per adeguarci all’aerodinamica dei top team, se la libertà concessa sarà troppo ristretta. Perché non troviamo un accordo? Se qualcuno alza la mano c’è qualcun altro che, per partito preso, si oppone, in quanto, accettando la proposta, rischierebbe di non fare i propri interessi”.

Toto Wolff (team principal Mercedes)

“È chiaro che nessuno ha intenzione di avere una formula… GP1 con macchine silhouette, l’aerodinamica dovrebbe essere sempre un elemento di differenziazione. Dobbiamo fare ancora le ultime valutazioni sulle proposte per i nuovi regolamenti, e vedere se possiamo trovare un compromesso tra ciò che abbiamo sul tavolo in questo momento, che è molto limitante in termini di sviluppo aerodinamico, e la libertà in vigore attualmente. La nostra opinione (come Mercedes) è di lasciare le regole come sono, perché con la stabilità di regolamenti c’è sempre stata una convergenza dei valori in campo. Lasciare delle regole stabili per lungo tempo è positivo per la crescita della tecnologia. Ma sono praticamente l’unico a vederla così, c’è chi preferisce cambiare le cose, con la speranza che poi tutto funzioni. Lanciare i dadi, sperando di cogliere un’opportunità costa meno fatica che abbassare la testa e provare a migliorare”.

Chris Horner (team principal Red Bull)

“Dubito che un reparto aerodinamico a leggere quelle regole si sia particolarmente emozionato. Per qualsiasi tecnico, il design uniformato non è nel suo DNA. Probabilmente alcuni sono scontenti, non solo in Red Bull. I nostri punti di forza negli ultimi anni non vanno esclusivamente ricondotti all’aerodinamica. Le regole sollevano alcune domande che senza dubbio verranno avanzate nei prossimi incontri, che potrebbero essere di numero infinito: vedremo a cosa condurranno.

Se torniamo indietro e guardiamo le gare con il rifornimento di carburante, notiamo che sono state le più noiose di sempre. Le strategie sono dettate dalla quantità di carburante che hai in vettura e questo non offre nulla in termini di spettacolo. Il rifornimento, nonostante tutto porta un certo tipo di intrattenimento e un fattore di incertezza. Renderebbe le vetture più leggere nella prima parte di gara e questo, almeno sulla carta, potrebbe aiutare i piloti a spingere di più. Abbiamo la necessità di analizzare tutte le opzioni sul nostro tavolo, così da prendere le giuste decisioni per il futuro.

Speriamo che il concetto sotto analisi metta in primo piano l’influenza del pilota. Parliamo di una variabile che dovrebbe avere una maggiore importanza nelle corse di oggi, visto che la Formula 1 ha disperatamente bisogno di questo. Ha bisogno di piloti più che di stars, che sappiano guidare le macchina attuali e allo stesso tempo poter assistere a gare con più sfide ruota a ruota, eccitanti, imprevedibili, e non come quelle che vediamo attualmente, con molti team che stanno diventando troppo bravi a prevedere come andrà a finire il weekend con gli aggiornamenti che portano”.

Cyril Abiteboul (CEO Renault):

“Guardando al mondiale 2021, sarà di un tale cambiamento che penso non sia un male partire con alcuni aspetti normativi che sono piuttosto prescrittivi. Dobbiamo stare attenti perché l’ultima volta che è stato apportato un cambiamento così importante alle normative nel 2014, aveva creato una situazione che la gente non aveva capito e che era stata molto criticata. Sarebbe meglio evitare una differenziazione delle prestazioni in una prima fase e poi si potrebbe aprire in seguito”.

Zak Brown (CEO McLaren):

“Lo spettacolo in F1 esiste ed è presente sia tra le vetture di vertice che in quelle di seconda fascia. Il problema è che tra questi due gruppi di auto c’è un secondo di distacco. È su questo che bisognerebbe lavorare”.

Ross Brawn (direttore sportivo Liberty Media):

“Sono arrivate molte lamentele alle nostre orecchie: si dice che le auto saranno uguali. Noi possiamo smentire tutte queste sciocchezze. Le vetture non hanno subito questo straordinario cambiamento a livello estetico. Mettendo a confronto le future monoposto con quelle attuali è impossibile notare la differenza, a meno che non si tratti di un occhio terribilmente esperto in grado di identificarne anche il più piccolo differente dettaglio”.

Negli ultimi due anni abbiamo stabilito con precisione ogni singola tappa dello sviluppo che le monoposto dovevano compiere. Perché solo ora i team fanno eccezioni su ciò che abbiamo stabilito? Perché non affrontare prima le problematiche?“.

Formula 1 2021: il (possibile) nuovo regolamento

Nei punti iniziali della proposta, si richiedono significative modifiche alla power unit affinché risulti più semplice, economica, rumorosa e potente, abbattendo, contemporaneamente, il rischio di subire penalità, che i piloti scontano sulla griglia di partenza. Inoltre, saranno ibride, contribuiranno alla ricerca per i prodotti industriali e potranno essere sviluppate in maniera unica. E appetibili per i nuovi costruttori in Formula 1, assicurando ai team clienti l’accesso ad analoghe prestazioni di quelli ufficiali.

COSTI

Il principio è: non conta quanto, ma come spendi. Pur autorizzando elementi standard, le monoposto avranno altresì diritto a differenziarsi, in quanto valore fondamentale. Si aggiungerà un budget cup, vale a dire un tetto di spesa per le varie squadre fissato – si legge sul sito tedesco Auto Motor und Sport – a 175 milioni di dollari. L’obiettivo originario era abbassare tale soglia fino a 130 milioni: le pressioni delle grandi scuderie sembrano però aver prevalso. Il tetto economico varrà per il periodo 2021-2025 e dal terzo anno, cioè dal 2024, verrà rivalutato seguendo l’inflazione.

RICAVI

I criteri distributivi degli introiti bisognerà riequilibrarli, fondati sulla meritocrazia, correlati ai risultati e premianti per i team e i detentori dei diritti commerciali. Il marchio, unico e storico della F1, andrà riconosciuto e il supporto economico garantito sia alle squadre che ai fornitori di motori.

REGOLAMENTI SPORTIVI E TECNICI

È fondamentale che le macchine diventino sempre più competitive, così da favorire i sorpassi. La tecnologia conserverà importanza, ma le qualità dei piloti dovranno rivelarsi il vero fattore primario nelle prestazioni delle auto. Si distingueranno le monoposto l’una dall’altra, standardizzando le aree secondarie per i fan.

GOVERNANCE

FIA, Formula 1 e team avranno una struttura semplice e snella.