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Dispositivi antiabbandono: la Commissione europea non dà il via libera

Arriva lo stop dall’ufficio Tris della Commissione EU

Dispositivi antiabbandono

Diversi paesi del mondo si sono attivati per rendere obbligatori, il più presto possibile, dei dispositivi, segnalatori acustici e allarmi capaci di avvisare i genitori della presenza di un bambino sul sedile posteriore. Il Governo italiano ha sviluppato un testo di legge che sarebbe dovuto entrare in vigore già a luglio 2019. Tuttavia, per questioni burocratiche, questo non viene ancora approvato.

Anche dopo il piccolo morto a Catania sul sedile posteriore dell’auto del padre, arriva comunque lo stop della legge 117/2018 direttamente dalla Commissione europea (nello specifico dall’ufficio Tris) riguardo all’uso dei seggiolini antiabbandono.

Dispositivi antiabbandono
Dispositivi antiabbandono, si spera in una rapida approvazione della legge per salvere la vita ai più piccoli

Dispositivi antiabbandono: il Governo dovrà ripartire da zero

Per chi non lo sapesse, l’ufficio Tris si occupa delle regolamentazioni tecniche della Commissione europea e valuta la compatibilità delle legislazioni nazionali con i principi del diritto comunitario e del mercato interno.

Anche se non ci sono violazioni nei confronti dell’Ordinamento europeo, la Commissione EU sostiene che ci sono delle gravi mancanze all’interno del testo della legge. Proprio queste rendono il decreto, circa i dispositivi antiabbandono, non attuabile.

Dispositivi antiabbandono

A questo punto, l’ufficio Tris propone di ripartire da zero e adesso sarà compito del legislatore nazionale riportare nello specifico le caratteristiche tecniche di questi nuovi dispositivi di sicurezza, andando a descrivere nel dettaglio il funzionamento.

Si tratta sicuramente di un grande passo indietro per la sicurezza all’interno delle auto e soprattutto fondamentale per la salute dei più piccoli. Non ci resta che attendere i prossimi giorni nella speranza che il governo affronti al più presto questo grave problema.

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