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Sebastian Vettel con le spalle al muro: squalifica in arrivo

Ancora un errore come quello di Monza e salterà l’evento successivo

Sebastian Vettel in tuta Ferrari

Domenica a Monza la Ferrari ha festeggiato un successo che sul circuito mancava ormai da un’eternità. È servito Charles Leclerc – o, come tutti amano chiamarlo, “il predestinato” – per issarsi sul gradino più alto del podio. Prima del monegasco il pubblico italiano si aggrappava ai ricordi, al successo di Fernando Alonso nel 2010. Proprio così: Sebastian Vettel qui non ha mai dato gioie e anche durante l’ultimo GP ha steccato, concludendo con un disastroso tredicesimo posto

Sebastian Vettel: week-end di paura

La sceneggiatura sembra sia stato scritta dal maestro del brivido Dario Argento. Ai blocchi di partenza Seb figurava tra i favoriti, nonostante le consuete pretattiche. Certo, lo smacco dell’Hungaroring può aver inficiato sull’autostima, sua e dell’intero team, ma Spa invitava a pensare positivo. Le caratteristiche del tracciato (lunghi rettilinei preponderanti sulla parte guidava) lasciavano presagire, una volta tanto, che il Cavallino Rampante dettasse legge sulla concorrenza.

Mentre il compagno di paddock si aggiudicava il primo GP in Formula 1 della sua giovane carriera (questo è solo il suo secondo anno, dopo il primo in Alfa Romeo), Sebastian Vettel mancava il podio. “Si rifarà”, avranno pensato tifosi e critici. Doveva dimostrare chi comandava a Maranello e invece tutta questa voglia di spaccare il mondo, di prendersi le rivincite gli si è ritorta contro. Protetto magnificamente Leclerc in Belgio, questi non gli ha restituito la scia nelle qualifiche.

A causa del traffico eccessivamente lento nelle battute conclusive, il tedesco non ha tentato il secondo giro veloce. “La qualifica è andata bene per il team e sono contento della macchina. Ma Leclerc doveva starmi davanti fin da subito. Per questo non poteva essere felice: “Non ho avuto la scia e questo ha fatto la differenza tra fare e non fare la pole. Non abbiamo fatto quello che intendevamo fare. Con la strategia era in disaccordo: “E’ stato del tutto inutile attendere così tanto perché poi per l’ultimo giro si è fatto tardi. Ma Leclerc doveva starmi davanti fin da subito. Ho fatto un giro in solitaria, nessuno mi ha dato la scia, non abbiamo eseguito ciò che avevamo preparato a tavolino”.

E forse questa rabbia repressa gli ha impedito una gara degna per un quattro volte campione iridato. Nei primi giri, mentre si trovava in quarta posizione dietro anche alle due frecce d’argento, è andato in testacoda all’Ascari, restando impantanato nell’erba della curva di destra. Ha provato a ripartire, ma in quel frangente arrivava spedita la Racing Point di Lance Stroll e il contatto ha compromesso la rimonta.

A entrambi i piloti è stata inflitta la penalità di uno stop&go di 10” e con un drive-trough; inoltre, Seb si è visto sottrarre tre punti sulla licenza e Lance due per incidente pericoloso.

Sull’orlo del precipizio

Se Leclerc vola, Sebastian Vettel pare irriconoscibile, sulla SF90 fatica ad ambientarsi e in questo momento ha raggiunto quota nove punti-penalità, assegnati a ciascun driver durante l’ultimo anno. E’ altamente consigliabile tenersi ben accorti, perché al raggiungimento di 12 punti, scatta la squalifica per il successivo Gran Premio. In sostanza, un’altra grave infrazione del race-ban ed è fregato. Difatti, infrazioni come quella di Monza comportano un malus di tre punti (il massimo possibile) al conteggio complessivo.

Il “tesoretto” rimane sulla Superlicenza per 12 mesi, dopodiché tutto si riazzera. Vettel era stato dapprima punito nel corso del Gran Premio degli Stati Uniti 2018, quando non rallentò abbastanza durante lo sventolio della bandiera rossa nelle Prove Libere 1. Poi sono arrivati il controverso episodio del Canada, con la penalità di cinque secondi per la chiusura su Lewis Hamilton, e il tamponamento ai danni di Max Verstappen a Silverstone. Fino al GP del Giappone (previsto la prossima metà ottobre), Vettel non potrà, insomma, vedersi scalare ulteriori punti. Tre gare dove non commettere guai, pena la squalifica nell’evento successivo.

Lance Stroll su Sebastian Vettel: “Sono arrabbiato, non poteva rientrare in modo così aggressivo”

Su quanto capitato domenica, è intervenuto Lance Stroll, che stronga l’atteggiamento di Sebastian Vettel: “Sono piuttosto arrabbiato per quello che è successo, non era in una posizione che potesse consentirgli di rientrare in pista in modo così aggressivo ha dichiarato –. Ho fatto di tutto per evitarlo, sono stato prudente perché ho visto le bandiere gialle, per cui ho anche alzato il piede. Ho rispettato il regolamento, poi lui è rientrato lo stesso nonostante fosse in mezzo alla “Ascari”, non c’è stato nulla da fare anche se andavo piano. Stava bloccando il passaggio, a quel punto mi ha toccato mandandomi in testacoda”.

Poi Stroll ha commesso lo stesso errore, ossia rientrare in pista mentre sopraggiungeva la Toro Rosso di Pierre Gasly, che, per evitarlo, è finito nella ghiaia. Non potevo vedere chi arrivava dalla mia destra, ho fatto una mossa pericolosa per rientrare in pista e sono stato punito più o meno per la stessa ragione di Vettel – ha proseguito l’alfiere -. E’ stato un disastro, ma non avevo visibilità e stavo solo cercando di tornare in gara. Non c’è molto da fare con queste macchine, se non vedi nulla è una lotteria”.

Per poi concludere: Se Vettel non avesse fatto quello che ha fatto, non sarei sicuramente andato in testacoda – aggiunge Stroll parlando con Motorsport.com della penalità – Era sull’erba e ho visto che è tornato in pista. La mia macchina era per metà in traiettoria, c’erano doppie bandiere gialle e ho cercato di andare largo, di più non potevo fare”.

Mattia Binotto considera Seb ancora al centro del progetto, ma ancora per quanto?

Il team principal Mattia Binotto ha detto alla Gazzetta dello Sport pochi giorni fa: “Seb è un pilastro del nostro progetto è una figura chiave per consentire a Charles, al team e alla macchina di crescere, ci porta a essere molto analitici sulla prestazione. Tenerlo su di morale dipende dal nostro sostegno e dalla capacità di motivarlo”. Il compito ora per Sebastian Vettel è di tenere a freno l’istinto e non fare ulteriori danni.