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FCA Serbia: secondo esportatore nei primi cinque mesi del 2019

FCA Serbia è secondo per export del Paese nel periodo gennaio-maggio

Fca Serbia

Lo stabilimento FCA Serbia di Kragujevac, che produce la Fiat 500L, è risultato il secondo esportatore del Paese balcanico nel periodo gennaio-maggio. Come ha riportato il ministero delle finanze a Belgrado nei primi cinque mesi del 2019 prima per export si è rivelata l’acciaieria di Smeredevo, sotto il controllo del gruppo siderurgico cinese Hbis, con un valore di export per 313,2 milioni di euro. Secondo l’impianto produttivo del gruppo italo-americano che ha esportato per 251,6 milioni di euro, segue il gruppo Tigar Tyres (produttore di pneumatici) con 170,2 milioni di euro.

Fca Serbia: allarme rosso

In ottica 2020, il governo locale potrebbe però fermare i finanziamenti a Fiat Chrysler per la produzione delle vetture. “Non sono sicuro di quanti aiuti di stato daremmo, naturalmente c’è una regolamentazione su questo, in linea con le migliori pratiche europee e le raccomandazioni della Commissione europea”, ha detto Milun Trivunac, segretario di stato al ministero dell’Economia, in un file video pubblicato sul sito web dell’emittente pubblica RTS.

Intanto FCA Serbia ha introdotto un piano di ridimensionamento secondo cui i dipendenti lavoreranno esclusivamente a chiamata fino al 31 dicembre. Lo ha rivelato il presidente del sindacato della fabbrica, Zoran Markovic, il mese scorso, aggiungendo che “ciò non significa la fine della fabbrica della Fiat a Kragujevac”.

A una stazione televisiva di Kragujevac ha, inoltre, spiegato: “I lavoratori continueranno a venire a lavorare a chiamata, poiché la direzione dell’azienda ha deciso di produrre veicoli solo in linea con la domanda globale. Questo non significa la fine della fabbrica di FCA ed è incomparabile con il caso della ex fabbrica di automobili di Zastava. Durante il congedo retribuito, i lavoratori riceveranno il 65 per cento del salario medio negli ultimi 12 mesi”.

Dipendenti preoccupati

Il personale FCA era abbastanza destabilizzato, leggendo le informazioni fuorvianti sui social stando a cui la fabbrica sarebbe rimasta chiusa fino alla fine dell’anno. “È vero che – ha proseguito Markovic –, in conformità con le leggi vigenti, il datore di lavoro ha il diritto di imporre ai lavoratori 45 giorni di ferie retribuite e che Fiat ha richiesto giorni aggiuntivi di ferie retribuite, pari a un massimo di 87 giorni. Ma la produzione procederà secondo la domanda”.

“I colloqui tra il governo serbo e la compagnia stanno andando verso una direzione positiva ed entrambi hanno il desiderio e l’intenzione che il gruppo italo americano continui a guidare l’economia serba. Credo e spero che Fiat Chrysler possa rimanere a Kragujevac per molto tempo”, ha concluso Markovic.