La nuova Alfa Romeo Stelvio doveva essere presentata nel 2025, con la nuova Giulia attesa l’anno successivo. Il progetto iniziale prevedeva per entrambe la piattaforma STLA Large, motorizzazioni esclusivamente elettriche e la produzione a Cassino. Nel marzo 2025 circolavano già le foto dei prototipi camuffati durante i collaudi sulla neve in Svezia. Ad aprile erano emerse anche le immagini dei brevetti, con le prime indicazioni sulla carrozzeria. Lo sviluppo era ormai avanzato e l’avvio della produzione sembrava vicino.
Nuova Alfa Romeo Stelvio, dal progetto elettrico al render
La domanda di auto elettriche, rivelatasi inferiore alle aspettative, ha cambiato i piani. Alfa Romeo ha dapprima posticipato il lancio sul mercato, prendendo in considerazione anche una variante ibrida, per poi abbandonare definitivamente il programma iniziale.
Al Salone dell’Auto di Parigi, nell’ottobre 2026, l’amministratore delegato Santo Ficili ha dichiarato che i clienti continuano a richiedere opzioni di propulsione alternative. Per quanto riguarda la futura Giulia e lo Stelvio, il marchio si trova attualmente in una fase di valutazione. Resta da vedere se lo Stelvio avrà un successore e quale sarà la sua configurazione. Nel frattempo, gli attuali due modelli rimarranno in produzione almeno fino alla fine del 2027.
In questo periodo di attesa si inserisce un rendering realizzato da Tommaso Ciampi, un designer digitale indipendente. Il suo progetto mostra una possibile evoluzione del SUV del “Biscione” da due prospettive: una vista di tre quarti anteriore e una di tre quarti posteriore. Sotto le due immagini, l’autore specifica che sono state create con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Sul frontale spicca la calandra verticale, che nella parte superiore ospita lo stemma Alfa Romeo.
I fari, sottili, integrano tre distinti elementi luminosi, mentre ampie prese d’aria scure caratterizzano il paraurti. Osservando la fiancata, colpiscono il lungo cofano motore e la linea del tetto che digrada verso la parte posteriore. Le fiancate rientrano nella zona inferiore, per poi curvarsi verso l’esterno in corrispondenza delle ruote posteriori. Le maniglie delle portiere sono integrate a filo nella carrozzeria e, dietro i cerchi scuri, risaltano le pinze dei freni di colore arancione.
Al posteriore, i due gruppi ottici rossi dal design spigoloso incorniciano il portellone, al cui centro campeggia il logo del marchio. Un piccolo spoiler prolunga la linea del tetto sopra il lunotto inclinato. Più in basso, nel paraurti nero, è inserito un marcato diffusore che crea un netto contrasto con la colorazione grigio metallizzato della carrozzeria. Insomma un’ipotesi suggestiva ma che al momento non ha alcun appiglio con la realtà dei fatti che come detto vede il Biscione ancora indeciso su cosa fare nel segmento D in futuro.

