Il prossimo Fiat Ducato sarà prodotto ad Atessa. I lavoratori di Isringhausen, l’azienda che realizza i sedili per i veicoli commerciali assemblati in Val di Sangro, chiedono già chiarimenti in merito all’imminente cambio di modello. Venerdì 6 novembre 2026 hanno indetto uno sciopero di otto ore; secondo i dati sindacali, l’adesione è stata del 95%. Il personale teme di perdere la commessa nel momento in cui Stellantis passerà alla nuova generazione dei suoi veicoli commerciali.
Stellantis ad Atessa, il nuovo Ducato e le commesse dell’indotto
La fornitura serve l’impianto da cui nei primi nove mesi del 2026 è uscito il 39,3% dei veicoli Stellantis costruiti in Italia. La Fim-Cisl conta 133.800 furgoni, il 17,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il recupero si è concentrato fra luglio e settembre, con 39.770 mezzi contro i 16.080 di un anno prima. Nel corso dell’anno è ripartito in parte il terzo turno, con più mezzi prodotti ogni giorno. In estate è anche terminato il contratto di solidarietà che coinvolgeva circa 200 addetti Stellantis.
A tenere impegnata la fabbrica è una famiglia di veicoli che va oltre il Ducato. Ad Atessa si costruiscono anche Peugeot Boxer, Citroën Jumper, Opel e Vauxhall Movano e Toyota Proace Max. È su questo polo che Stellantis ha deciso di investire circa un miliardo di euro in cinque anni, assegnandogli la prossima generazione dei grandi furgoni. Al salone dei veicoli commerciali di Hannover, Emanuele Cappellano ha indicato l’inizio del 2029 come obiettivo per avviare la produzione.
Il cambio generazionale porta con sé anche nuove commesse. Prima dell’inizio della produzione, l’assegnazione degli ordini determinerà quali fornitori saranno coinvolti nella realizzazione dei veicoli commerciali della nuova gamma. Il sindacato Fiom aveva sollevato la questione delle commesse ai fornitori già prima delle proteste di novembre.
L’11 settembre, il sindacato ha segnalato alcuni contratti non ancora riassegnati, oltre ad altri già conferiti a un concorrente, richiedendo garanzie per i 348 dipendenti di Isringhausen. Nella stessa nota, è stato citato l’ordine affidato a Pilkington, a San Salvo, per la fornitura di parabrezza e lunotti, a dimostrazione dell’impulso occupazionale che il polo industriale può generare per la regione Abruzzo.
Attualmente, i sindacati Fiom, Fim e Fismic chiedono un incontro urgente con i responsabili della selezione dei fornitori. A Stellantis, i sindacati domandano quando verrà presa una decisione in merito ai sedili e quale ruolo potrebbe ricoprire Isringhausen. All’azienda produttrice di sedili chiedono, invece, come verranno tutelati i posti di lavoro qualora la commessa dovesse essere assegnata a un altro fornitore. In attesa di una risposta, resta in vigore lo stop agli straordinari, già annunciato dalle organizzazioni sindacali.

