A Pomigliano d’Arco la produzione Stellantis si fermerà per tutta la prossima settimana. L’annuncio è arrivato agli operai poco prima di mezzogiorno, attraverso un messaggio dei delegati di fabbrica sui telefoni: da lunedì i reparti resteranno fermi per mancanza di materiale.
Pomigliano, stop alla produzione e contratto di solidarietà per gli operai
La comunicazione aziendale era stata inviata in mattinata ai sindacati. Secondo il servizio della Tgr Campania, non specifica quali componenti siano insufficienti. Già lunedì era stata prospettata la possibilità di sospendere le attività; ora quel rischio si è tradotto in una fermata che riguarda l’intero stabilimento.
L’ipotesi dei semiconduttori resta al centro delle preoccupazioni. Nei giorni scorsi Stellantis aveva segnalato la ridotta disponibilità di un componente destinato alla centralina del motore N3 GSE, spiegando che le difficoltà avevano colpito in modo particolarmente significativo la Fiat Pandina. Il gruppo aveva inoltre riconosciuto conseguenze sui volumi e sulla quota di mercato di ottobre. L’azienda aveva già avvertito che le difficoltà di approvvigionamento potrebbero continuare a produrre effetti durante novembre e dicembre.
Per chi lavora a Pomigliano, l’incertezza riguarda soprattutto la durata del problema. Il servizio Rai riferisce il timore che la sospensione possa prolungarsi, richiamando le difficoltà vissute durante la pandemia. Al momento, però, lo stop comunicato riguarda la settimana in arrivo: non è stato annunciato un fermo continuativo di durata maggiore.
La Pandina resta molto richiesta e questo rende ancora più difficile accettare la sospensione delle linee. Le giornate senza lavoro saranno coperte dal contratto di solidarietà, con una riduzione del reddito per gli addetti. Alla preoccupazione per la produzione si aggiunge quindi quella per la busta paga.
I numeri spiegano quanto la piccola Fiat pesi sullo stabilimento. Secondo il rapporto Fim-Cisl sui primi nove mesi del 2026, Pomigliano ha prodotto 103.500 vetture: 92.000 Panda e 11.500 Alfa Romeo Tonale. Il modello Fiat rappresenta dunque la parte largamente prevalente dell’attività del sito campano.
Nello stesso periodo, il sindacato ha rilevato 34 giornate di solidarietà collettiva per Panda e 68 sulle linee Tonale/Hornet. Il nuovo stop si inserisce così in un’organizzazione che aveva già dovuto fare ricorso agli ammortizzatori sociali. Nel rapporto, l’organico complessivo dello stabilimento è indicato in 3.590 lavoratori.
Sul futuro produttivo, la Fim-Cisl ricorda la conferma della Pandina almeno fino al 2030 e l’assegnazione della piattaforma e-Car, destinata a tre nuovi modelli elettrici. Le prime produzioni sono previste entro il 2028. Il sindacato chiede di accelerare questi programmi per ridurre il ricorso alla solidarietà e saturare gli impianti.

