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La Peugeot 208 si riprende il trono francese: battuta la Clio, rivale di sempre

A ottobre 2026 la Peugeot 208 torna prima in Francia davanti a Clio e Twingo. Elettriche in forte crescita, benzina in picchiata: i dati completi.

Peugeot 208 2026

La Francia ha scelto, e ha scelto in casa, com’era prevedibile. A ottobre 2026 la Peugeot 208 si riprende la vetta delle immatricolazioni con 7.613 unità, lasciandosi alle spalle la Renault Clio a 5.649 e la Twingo a 4.747.

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La Renault 5 resta incollata al quarto posto con 4.666 targhe, poi arriva la Dacia Sandero a 4.218. Il tris Peugeot si completa con 3008 (3.666) e 2008 (3.473), con la Citroën C3 infilata in mezzo a quota 3.676. Chiudono la Toyota Yaris Cross, 3.182, e la Scenic, 3.037. Il conto finale: tre Peugeot, quattro Renault, una Citroën di famiglia allargata e una giapponese che fa l’ospite.

Tra i privati la 208 tiene lo scettro con 4.507 immatricolazioni (+11,4% su ottobre 2025), seguita dalla Twingo a 4.190 e dalla Renault 5 a 3.780, in crescita del 12,5%. La Sandero perde il 27% e si ferma a 3.548, il low cost non è più quello di una volta. La Yaris Cross sale del 110,1% fino a 2.448, mentre la 2008 arretra del 21,5% a 2.429. La Citroën ë-C3, con 2.343 unità, più che triplica i numeri di un anno fa.

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Peugeot 208 2026

L’elettrico, intanto, ha smesso di fare il comprimario. Tra i privati sono 38.380 le immatricolazioni a zero emissioni, il 25,7% del mercato contro il 13,3% di dodici mesi fa. La benzina, nello stesso segmento, crolla del 52,9%.

Le aziende giocano un’altra partita. La 208 comanda ancora con 3.106 unità, ma cede il 12,2%. Dietro, la 3008 sale del 43,4% a 2.541 e la Scenic dell’83,6% a 2.275. La Clio passa da 75 a 2.188 immatricolazioni: più che una crescita, un cambio di pianeta, merito della nuova generazione. La C3 segna 1.989, la 5008 1.249, mentre la Symbioz lascia sul campo il 43% (1.185). La 2008 scende a 1.044, la Citroën C5 Aircross chiude la top 10 con 1.024, più del doppio.

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Anche le flotte si elettrificano: 23.578 immatricolazioni, il 15,8% del totale contro l’11,2% di un anno prima, mentre benzina e diesel perdono rispettivamente il 34,4% e il 66,3%.