Gran Turismo 7, il settimo capitolo di una delle serie videoludiche più amate di sempre, regala una Maserati del 1954. Per due settimane, gratis, senza dover vendere un rene. Normalmente, infatti, un pezzo così vale quasi tre milioni di crediti.
Parliamo della Maserati A6GCS/53 Spyder, e conviene guardarla da vicino. Sotto il cofano c’è un sei cilindri in linea da 1.986 cc, configurazione tutt’altro che banale, che spinge 166 CV su una vettura da appena 740 kg. Trazione posteriore, ovviamente.
La terza marcia arriva a 200 km/h, abitudine che chi guida solo auto moderne dovrà disimparare in fretta. Il sottosterzo, a vedere l’esperienza di gioco, ogni tanto presenta il conto. Ma per il resto è un divertimento puro, dato che per guidarla “davvero” serve stare su GT7.
Il nome dietro il motore farà alzare un sopracciglio ai ferraristi. Parliamo di Gioacchino Colombo, quello delle Ferrari d’epoca. Nel 1952 la Maserati se lo prese con un compito preciso, rendere la A6GCS più veloce e meno fragile. Lui rivide le misure del motore, alesaggio maggiorato e corsa ridotta per salire di giri, e ci mise doppio albero a camme, valvole più grandi e doppia accensione. Il telaio sportivo della prima serie finì in soffitta, sostituito da quello monoposto allargato per far spazio a due sedili.
Tutto era nato anni prima, quando la guerra aveva fermato le corse ed Ernesto Maserati si era messo a progettare un’auto da gara con un 2 litri aspirato a un albero a camme in testa. La “A” ricordava il fratello Alfieri, scomparso, la “G” la ghisa del blocco. Poi, per alleggerire, arrivò la versione in alluminio, che di ghisa non aveva più nulla ma ne conservò il nome.
Ne furono costruiti 52 esemplari, di cui 48 con la carrozzeria spider in alluminio disegnata da Medardo Fantuzzi, una scultura più che una carrozzeria. Non era solo bella: classe vinta alla Mille Miglia del 1953, secondo e terzo assoluto alla Targa Florio dello stesso anno, secondo posto alla 12 Ore di Pescara, vittorie assolute a Caserta, Avellino e al Giro dell’Umbria. Al volante sono passati Juan Manuel Fangio, Roy Salvadori e il Marchese de Portago, gente che non si accontentava di auto mediocri.
Coppia generosa, comportamento agile. Oggi è una delle sportive da competizione anni Cinquanta più inseguite dai collezionisti. Peccato che in garage non ce la possiamo portare. Due settimane di virtuale su GT7, poi la restituzione.


